
IL CORNER DEL PROFESSORE – Secondo la tradizione, una giovanissima Rosa rimette i pezzi insieme della brocca appena caduta a una ragazza. Quanti di Viterbo conoscono questa storia? Quanto sanno della statua a perenne memoria del magico evento sulla fontana della Crocetta?
Di sicuro allontanandoci di 50 chilometri da Viterbo possiamo chiedere anche a 10 persone ma nessuno saprebbe nulla al riguardo. Questa è la stessa realtà della città che tengo stretta al cuore.
Ovviamente nel giro di qualche chilometro ci conoscono tutti ma basta allontanarsi che presto diventa: “La città dove mio zio ha fatto il militare di leva”. Povera ma nobile, bella ma trascurata, probabilmente conosciuta in Italia ma neanche da tutti. Basta uscire dai confini nazionali che non ci conosce nessuno.
Sto provando a rispondere al commento fatto dal professor Mattioli alle parole dell’assessore Silvio Franco riguardo i Pellegrini e l’anno del Giubileo. Il professore, in una intervista in diretta, ha parlato di “necessità di creare il bisogno di venire a Viterbo”. Non solo siamo tutti d’accordo ma gli vogliamo molto bene e speriamo che il suo pensiero diventi presto dominante in Europa. La realtà è ben diversa.
E’ quella indicata dall’altro professore, l’assessore allo sviluppo economico e turismo della giunta Frontini. Perché mai scrivo un articolo se do ragione ad entrambi? Oggi hanno tutti ragione ma se guardo indietro di qualche mese o un anno tutto cambia. Che il giubileo fosse il 2025 lo sappiamo tutti dal 2000, altra occasione persa.
Che le ultime 10 giunte non hanno fatto nulla per cambiare la direzione turistica della città è dolorosamente vero. Dal momento di insediamento della giunta Frontini il Professor Mattioli doveva scrivere “i 5 passi per creare il bisogno di venire a Viterbo”.
L’assessore allo sviluppo economico doveva organizzare una task force dedicata -1- a far diventare realtà le parole del professore, -2- far conoscere Viterbo ai 33 milioni di pellegrini che andranno verso Roma il prossimo anno. Presto quasi nessuno saprà del miracolo della brocca e la statua diventerà sempre meno visibile. Dobbiamo accettare lo stesso per Viterbo?
Alla fine dell’anno i dati della tassa di soggiorno dimostreranno che nei primi due trimestri dell’anno siamo in linea con il precedente, un calo in estate e piccolo miglioramento nell’ultimo trimestre grazie al Natale che cresce e migliora. Potrebbe erroneamente apparire come confortante ma aver rinunciato a dire ai 33 milioni di giubilanti turisti che, sulla via della città eterna, c’è Viterbo è stato un errore. Bastava che l’1% fosse passato da noi per poi tornare che il turismo sarebbe stato in crescita per i prossimi 5-10 anni, non in sostanziale pareggio.
Sia chiaro: il PNRR, le normali crisi, un comune da riorganizzare e tanta litigiosità non ha aiutato ma sia altrettanto chiaro che il compito del professore illuminato prima e dell’assessore allo sviluppo economico poi non è quello di analizzare il perché del mancato indotto dell’Anno Santo.
Il loro compito era quello, da parte del professor Mattioli, di avvisarci 5 anni prima, l’assessore allo sviluppo economico doveva dedicarci almeno il 25% della propria attività ed energia dal momento di insediamento. Sono sicuro che il mio amico d’infanzia Silvio Franco cui sono legato da affetto e profonda stima, se dovesse leggere, probabilmente commenterebbe :” poterlo fare lo avrei fatto volentieri anche perché è il mio campo di studi”.
Ritorno al problema della erronea scelta del metodo da parte della Giunta Frontini. Credono che “se il comune ci mette i soldi debbono agire in prima persona”. Secondo me sbagliano. Il compito politico è di trovare energie nel bilancio e responsabilizzare altri per portare a termine le scelte programmatiche della giunta. La normale amministrazione è responsabilità dei dirigenti che ormai prendono tutti più di 120.000 euro all’anno. Le scelte programmatiche sono responsabilità di chi viene eletto.
La realizzazione di idee e progetti spetta a chi lo fa professionalmente sul territorio. Ho due righe ed aggiungo: non possiamo dare mandato ad uno di Sondrio di valorizzare la nostra città e la nostra cultura. Prima che capisca cosa promuovere passeranno anni in cui lo pagheremo e, prima lo criticheremo perché siamo tutti cinici, poi staremo a vedere cosa fa per riprenderlo e probabilmente maltrattarlo. Viterbo capitale della Cultura Europea 2033. Facciamo lo stesso errore?


















