
IL CORNER DEL PROFESSORE – Noi, i discendenti diretti dei grandissimi del Rinascimento, di Cristoforo Colombo e di Galileo Galilei, abbiamo creato una società fallimentare: i giovani non hanno sogni e i grandi sono frustrati. Perché?
Il cinismo, che secondo lo psicologo Stefano Scatena peggiora la nostra vita, dovrebbe essere
rimosso dal modo di pensare. Ahimè sembra imperare tra i lontani discendenti del popolo del
Rinascimento o i nipoti della grande generazione della ricostruzione post seconda guerra mondiale.
Andreotti diceva che “A pensar male si fa peccato….. “ ed era considerato un grande leader. Sia
chiaro era cinico. Spesso leggo la frase del democristiano negli articoli dei giornali. Il loro non è
professionismo, è “vomitare” la propria frustrazione in ciò che raccontano.
Mi sembra lecito dire che i ricchi, potenti e ben connessi tendono ad avere una vita un po’ facile.
Quello che dà fastidio è che abbiano spesso un aiutino di cui non hanno bisogno. E agli altri chi li aiuta? La maturità di una società civile si misura dalla tutela dei diritti delle proprie minoranze. Quindi: siamo una società civile?
Ovviamente qualcuno molto più intelligente di me e versatile nelle dispute intellettuali a sfondo sociologico ci può spiegare meglio chi sono le minoranze e cosa significhi tutela dei diritti e se siamo o meno una società civile. Io dico solo che se uno vuole lavorare deve poterlo fare. Non parlo di lavoro a non fare nulla ma prendere lo stipendio. Attenzione, abbiamo fatto grandi errori di strategia e valutazione in passato. Per quasi tutti lo stipendio fisso ha più valore di quello che dovrebbe.
E l’orgoglio del proprio lavoro? La soddisfazione di aver fatto qualcosa di utile? La sensazione inebriante di aver fatto la differenza per qualcuno? La felicità dell’aver creato? La Repubblica Italiana sarebbe fondata sul lavoro, perché mai non vogliamo più sporcarci le mani?
Provate a chiamare un idraulico o a farvi cambiare una chiave. In un’ora loro guadagnano più di quello che uno stipendiato fa in un giorno.
Una cosa è lo studio e la preparazione di base, ben altra cosa sono le passioni, le ambizioni e la ricerca della felicità. Siamo felici?
I nostri figli debbono avere un tetto, di che mangiare e coprirsi, dopo tutto il resto, cioè prima la famiglia poi tutto il resto. E’ chiaramente vero che la versione migliore di noi stessi esce fuori con l’indipendenza economica e la sicurezza della nostra famiglia. Ma questo non significa ambire un posto fisso per tutti. E’ chiaro che non tutto è per tutti ma ci sono dei lavori verso cui dovremmo spingere i nostri giovani. Ricordo di un amico che chiedeva aiuto per il figlio disoccupato. Mi arresi alla mia terza proposta di posto in ristoranti rifiutata.
Sempre più spesso i camerieri sono importati. Personalmente mi pagai il 50% dell’università servendo nei matrimoni. Negli anni Ottanta guadagnavo 100.000 lire a servizio domenicale. Il restante lo guadagnavo l’estate facendo il bagnino. Perché non spingere i nostri figli al lavoro?
Negli Stati Uniti, che restano un Paese a luci e ombre, circa un terzo della popolazione dedica la vita a quello ama fare. Ecco perché nasce Google, Amazon o Facebook. Quando la versione migliore di se stessi viene fuori, dà spazio alla creatività che a volte diventa genio e no frustrazione.
La ricetta è semplice: lasciate lavorare i ragazzi in lavori umili. Insegna loro ad apprezzare tutto. Domeniche, Capodanno e feste comandate sono ottime occasioni per guadagnare e per capire come avvicinarsi alla felicità. L’estate i ragazzi possono andare a cogliere i pomodori. Sceglieranno meglio cosa fare da grandi.
Per il loro futuro non vi lasciate abbagliare dallo stipendio fisso. Una vita frustrata è lunga da digerire. Il fallimento della società viene da questo. Se un genitore è insoddisfatto riversa la propria frustrazione nei figli. Nei casi peggiori questa è la causa delle violenze, della criminalità, dell’abuso di droghe ricreative.
Sarebbe bello poter contare su una leadership illuminata che ci guidasse verso un mondo migliore. La vedo dura. Ricapitolando: lavori estivi e umili appena possibile, credo legalmente 16 anni, l’università per chi la vuole fare, convergenza di passione e occupazione. Se il 10% seguisse la ricetta, domani avremmo la classe dirigenziale di cui abbiamo bisogno.
Avete dubbi sulla mia analisi e sulla mia ricetta? Guardatevi intorno. In questo istante l’idraulico mi sta mettendo a posto qualcosa. Il padre era connesso e avrebbe potuto ma lo ha lasciato scegliere. I suoi fratelli sono laureati ma lui è felice.


















