

IL CORNER DEL PROFESSORE – Come e dove si combatte la moderna guerra per la supremazia economica e l’egemonia politica di questo secolo? Gli Stati Uniti sono la prima economia del mondo e lo vogliono restare, la Cina la seconda e vorrebbe cambiare posizione.
Ad esempio, nel 2019 la Cina era la prima produttrice al mondo di telefonini con uno share del 21,3% ed in crescita grazie al costo altamente competitivo. Gli USA hanno deciso di intervenire e sia Trump che Biden hanno adottato la stessa tattica: “tagliere le gambe all’industria tecnologica cinese”. Come?
Sia all’interno dei forni a micro onde che di tutti i moderni elettrodomestici, dei televisori e dei
telefonini, ma anche macchine moderne computer e super computer e forse più importante di tutto, nelle nuovissime armi ad alta tecnologia, ci sono i piccoli semiconduttori logici. Il costo di uno è circa 6 dollari statunitensi. La tecnologia è in larga parte americana. Sembrerebbe ovvio che per vincere la moderna battaglia per la supremazia mondiale basta non condividere i semiconduttori. Ecco la partita mondiale più interessante: Google riporta “Taiwan ospita il 92% della produzione di semiconduttori
logici i cui componenti sono inferiori a 10 nanometri (adattando una maggiore capacità di elaborazione su un’area più piccola pur essendo anche più veloci e più efficienti dal punto di vista energetico).
I processi di semiconduttori più piccoli di 10 nanometri sono stati sperimentati a Taiwan e nella Corea del Sud”. Nel 2019 il colosso cinese dei telefonini non rispetta l’embargo contro l’Iran e scatta la repressione americana. I cinesi non hanno più libero accesso ai semiconduttori. A tutte le ditte ed individui americano è vietato interagire commercialmente con la Cina per i semiconduttori. Olanda e sopratutto Taiwan hanno approvato la mossa statunitense.
Gli USA sono riusciti a limitare la crescita tecnologica cinese controllando il mercato ma non la produzione che è largamente a Taiwan. Ogni micro-conduttore usato al mondo deve essere approvato dagli americani perché ne controllano i brevetti di produzione ma sopratutto dei software utilizzati. La Cina non riuscirà a costruire in “House” i semi conduttori in tempi competitivi per la velocità di evoluzione del mercato. Oltre ad un investimento massiccio servono anni per sviluppare la tecnologia necessaria. Gli USA scommettono sul fatto che l’industria cinese non riesca a raggiungerli.
L’equilibrio scelto da entrambi gli ultimi presidenti USA è il seguente: pochi o niente semiconduttori alla Cina e di conseguenza quasi uno stop alla industria tecnologica. La prossima guerra scoppierà quando la Cina proverà ad annettere Taiwan. Perché? Per il controllo dei piccolo semiconduttori prodotti solo li. Che farà l’America: o guerra o bombardare l’industria produttrice di semiconduttori. La Cina ha alternative? Se riuscisse a svincolarsi dal giogo statunitense e diventasse lei stessa produttrice sovvertirebbe il mercato. Gli USA scommettono che non riusciranno e che l’inferiorità tecnica impedisca loro di fare guerra. Il piccolo oggetto in silicio delle dimensioni minori di un virus è il supremo arbitro della guerra economica che può sfociare nella terza guerra mondiale.

















