Il corner del professore: "I viterbesi stanno diventando grandi, ma forse non gli va"
Foto Della Rocca Giulio
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I Righeira cantavano “l’estate sta finendo, ed il tempo se ne va, sto diventando grande soltanto non mi va”. Anche la stagione estiva targata 2023 se ne sta per andare ed ormai da settimane i viterbesi dicono “DSR”: dopo Santa Rosa.

IL CORNER DEL PROFESSORE – I Righeira cantavano “l’estate sta finendo, ed il tempo se ne va, sto diventando grande soltanto non mi va”. Anche la stagione estiva targata 2023 se ne sta per andare ed ormai da settimane i viterbesi dicono “DSR”: dopo Santa Rosa. Quello che deve essere il motore economico della Vetus Urbs, il turismo, è nuovamente cambiato.

Presenze. Dai dati del comune le presenze sono aumentate del 5-10%. I miei amici mi raccontano di ristoranti pieni ma il tutto esaurito dello scorso anno non c’è stato. Sia chiaro: se il numero dei B&B continua a crescere non possiamo sempre aspettarci che siano tutti e comunque pieni. Presenze aumentate, tavolini pieni… buona la prima. I soldi restano nel territorio comunale.

Flussi. Viterbo appare di giorno, soprattutto dal lunedì al venerdì, sonnacchiosa. I turisti trovano la città vuota e vanno verso Civita di Bagnoregio, Caprarola, Bomarzo, il borgo fantasma di Celleno o quello di Pinocchio di Farnese, intorno ai laghi o in altri meravigliosi gioielli della Tuscia. L’amministrazione Frontini ed i grandi festival, Ombre e Tuscia film Fest, hanno riempito l’estate di molti eventi serali. Chi voleva uscire di sera ha trovato qualcosa. Contraddizione? Le due cose sono vere allo stesso tempo. I turisti fanno un giretto serale ma sono fuori e pronti per l’avventura dal primo mattino. Come ripreso dai giornali locali, ho proposto per il prossimo anno il mercato di artigianato locale sul ponte del duomo per dare agli ospiti qualcosa da fare e far spendere altri euro da lasciarci. Serve una città con qualcosa di attrattivo almeno 16 ore al giorno.

Percezione. Alcune testate hanno già deciso che il turismo è per il primo anno in calo. Non è vero. Ci piacerebbe trovare dozzine di visitatori estasiati di fronte al palazzo papale, vorremmo dover fare la gincana a via San Lorenzo per i numerosi viandanti. Sopratutto ci aspettiamo che quando ognuno di noi ne ha voglia, che sia giorno o sera, feriale o festivo, precisamente quando usciamo, vogliamo trovare gente in giro ed i negozi aperti. In tal caso diciamo che Viterbo è viva, ci sono i turisti e l’amministrazione lavora. Addirittura non ci lamentiamo dell’erba e delle buche. Solo percezione personale e molto egocentrismo.

Sintesi. Vogliamo vedere altri lavorare per il nostro gaudio mentre noi facciamo due passi in centro: amministrazione, festival, negozi, bar e ristoranti. Tutti gli altri debbono lavorare quando noi vogliamo fare una passeggiata. Per fortuna prendiamo il gelato. Questo ha creato di fatto una produzione artigianale o semi industriale di altissima qualità e varietà. Come risultato a Viterbo il gelato è buono. Dovremmo prendere spessissimo l’aperitivo in centro e pranzare e cenare fuori più spesso. Dovremmo fare la spesa all’alimentari a via San Lorenzo o via Cardinal la Fontaine e forse altri aprirebbero ed aumenterebbe l’offerta.

Criticità? Solo di percezione. Dovremmo andare fuori più spesso. Dovremmo non comprare nei supermercati e tenere vivi i negozi del centro. Dovremmo meritarci un drink 3 volte la settimana seduti in una piazza medievale. Dovremmo noi, non altri. Solo con la richiesta il mercato viene stimolato. Se vogliamo i negozi aperti dobbiamo comprarci. Se vogliamo la città pulita non dobbiamo sporcare. Perché sia ovvio, la mondezza da sola non si crea.

Il turismo continua a crescere ma noi non facciamo la nostra parte. Diamo un 6+ al comune ma continuiamo e soprattutto non creiamo un’offerta diurna per l’estate Viterbese. Solo 7 bar sono stati aperti a ferragosto a Viterbo. La domanda è e deve essere: Quanti di noi hanno fatto colazione al bar o preso un drink in 15 di agosto nella vetus Urbs?

Soluzione. Teniamo noi il centro vivo con la nostra presenza, addirittura facciamone un’abitudine. Le esigenze personali e familiari cambiano ed ognuno faccia le proprie scelte ma, prima di criticare, faccia la propria parte. Certo l’amministrazione potrebbe pensare ad un piano estivo con chiusure scaglionate e programmate, così come programma pronto a febbraio di attività diurne e notturne per l’estate 2024. Se facessimo bene per l’anno del giubileo, 2025, potremmo anche esplodere ma dobbiamo avere un’offerta. Dobbiamo assumerci la responsabilità tutti, privati e comune, delle nostre scelte. Per dirla coi Righeira, dobbiamo diventare grandi e forse non ci va.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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