Il Corner del Professore - I bandi europei, la corsa all’oro e la cultura perdente
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Era il 1990. Un mio parente alla lontana si lamentava che all’età di 21 anni, senza trascorsi nel settore, senza laurea e senza produzione alcuna, il Ministero della Cultura non desse a lui un milione delle vecchie lire per portare avanti un non meglio identificato progetto...

IL CORNER DEL PROFESSORE – Era il 1990. Un mio parente alla lontana si lamentava che all’età di 21 anni, senza trascorsi nel settore, senza laurea e senza produzione alcuna, il Ministero della Cultura non desse a lui un milione delle vecchie lire per portare avanti un non meglio identificato progetto. Ero di fronte a un piatto di riavoli ricotta e spinaci fatti a mano, servito con ricco sugo al pomodoro, e un abbondante sventagliata di parmigiano. Non sapendo se prenderlo sul serio lo ignorai e continua a mangiare i ravioli fatti dalla Pina, la storica cuoca del ristorante di mio padre: la Villetta.

The Blair Witch project è un film del 1999 girato da studenti, costato 35.000 dollari, con incassi intorno a 250 milioni di dollari. Non hanno chiesto nulla a nessuno e sono diventati milionari.

Sappiamo tutti delle vicende legate ai primi anni di Michelangelo o Leonardo. I genitori, con il cappello sulle mani, pregavano la bottega di un qualche artista di prenderli in carico. Questo significava che l’infanzia dei ragazzi si trasformava in un attimo in un tormento. Di fatto schiavizzati dai nuovi padroni che avevano addirittura fatto un favore ai genitori a prenderli.

Oggi un ragazzo con un’idea cerca un progettista per aiutarlo con i bandi, regionali o europei poco importa, l’importante che siano soldi e subito. Tra i secoli delle botteghe e quello dei bandi il mondo ha visto di tutto: guerre mondiali e scoperte rivoluzionarie, carestie e corse all’ora come quella iniziata in California nel 1848.

Da sempre siamo pronti a soffrire per raggiungere i nostri obiettivi che siano la ricchezza con l’oro o fama con l’arte. Il mio parente alla lontana ne era informato? Gli aiuti di stato al sud hanno confuso le idee a molte generazioni. Forse nati con una loro logica hanno piantato dei semi micidiali nella cultura contemporanea. Oggi ci pensano i bandi a proseguire sulla strada. Siamo sicuri di fare la cosa giusta? Chi sa mettere bene nero su bianco ha ottime potenzialità di vincere ma rischia di non fare nulla perché senza capacità pratiche. Un grande e famoso bando della regione Lazio, quello delle destinazioni turistiche, ha visto più di 40 vincitori di oltre un quarto di milione di euro ma solo pochi progetti sono stati portati avanti ed ancora di meno finiti nei termini del bando.

Quale è il problema? Purtroppo la nostra è anche la società che ha inventato il nepotismo. Non si può dare a nessuno la responsabilità di decidere chi debba essere aiutato. Penseremmo tutti ai fratelli, nipoti, cugini fino al quarto grado per poi passare alle fidanzata dei nipoti e così via. Serve la forma “pulita” del bando. I risultati sono però almeno discutibili, non nel particolare, ma verso la mancanza di disciplina e dedizione per arrivare a risultato. La gavetta è sparita dal gergo dei ragazzi. Perché?

Perché abbiamo rinunciato al nostro senso etico. Spesso chi lavora sodo e rispetta le leggi è preso per “strullo” per non usare espressione più colorita. Le leggi sono fatte per essere aggirate dice un’espressione ed un altra aggiunge “fatta la legge trovato l’inganno”. Non è un’esclusiva dei truffatori. Un mio amico commercialista, padre di un capacissimo figlio già notaio, ha deciso di lasciargli lo studio invece che fargli seguire la propria strada. Siamo diventati insicuri e subito dopo gretti ed invidiosi… e lo trasmettiamo ai nostri figli. Anche nelle migliori condizioni non lasciamo che i nostri figli cerchino la propria strada. Accettiamo che una persona non può decidere perché probabilmente, come noi, favorirebbe i parenti, e preferiamo distruggere il concetto di “lavorare sodo per ottenere il risultato”. Per fortuna qualcosa resta. Chi vuole diventare musicista deve studiare e provare ed ancora, studiare e provare. Chi vuole diventare ingegnere andare all’università e così via.

Cosa manca? Una figura rivoluzionaria. Qualcuno che si prenda il compito di scegliere a chi affidare incarichi e fondi semplicemente perché il migliore sulla piazza. I politici non lo fanno. I dirigenti governativi non lo fanno. Gli imprenditori privati si, tutti i giorni. Forse prima dei bandi e prima dell’università dovremmo fare un periodo di un anno come imprenditori di una qualche realtà piccola ma indipendente. Un tavolino che vende limonata all’angolo?

In mancanza di questo mandate a lavorare i nostri figli l’estate, da 16 anni in su fino alla fine dell’università. Non pagate tre mesi di ferie, non ne hanno diritto. La loro vita è troppo bella grazie a voi, non rovinatela creando dei parassiti. E’ sempre colpa o merito dei genitori. Lasciateli soffrire almeno un pò. Forse qualcuno inventerà il prossimo google, o un film campione d’incassi fatto tutto col telefono. Ricordate che siamo il popolo che ha portato il bello nel mondo?

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