

IL CORNER DEL PROFESSORE – Una narrativa in cerca di fatti. Qualcuno lo chiama il pregiudizio di conferma. Ci sono studi psicologici e sociologici al riguardo ma non ne so nulla. Però sono affascinato dalle implicazioni. Cerco di spiegarmi.
C’é qualcosa che sta nella mente di tutti e influenza la percezione della realtà e di conseguenza le decisioni. Pensate alla persona più intelligente che conoscete. È molto probabile che siete d’accordo con lui-lei nella stragrande maggioranza dei casi. Viceversa siamo tutti legati ad amici da sempre con i quali non andiamo d’accordo ma ormai “sono come famiglia” e con questo intendiamo molto: l’espressione ha connotati negativi.
Pensate al politico o studioso che ritenete più intelligente. Di nuovo siete d’accordo con lui-lei nella maggioranza dei casi. Quando invece non condividiamo granché con il personaggio pubblico lo riteniamo odioso, sebbene dotato di grande eloquenza. Quando diciamo che vogliamo conoscere gente nuova in realtà stiamo cercando persone con cui andare d’accordo su vari argomenti.
L’estremo di questa tendenza umana è che, ad esempio, a una partita o in una situazione almeno strana siamo pronti anche ad andare in battaglia fianco fianco a qualcuno con cui condividiamo in quel momento una passione, anche se persona che non riteniamo valida e in altre occasioni ne staremmo lontani. Nei social media gli algoritmi sono scritti in modo da farci vedere post o profili di persone che cercano le stesse cose e che hanno punti in comune con noi. Questo ci stimola a leggere di più, commentare etc. Quello che si chiama engagement.
Prestissimo diventa pericoloso. Con un po’ di tempo le nostre idee si radicalizzano e siamo pronti a credere alle fakenews purché facciano parte della narrativa della quale stiamo cercando fatti a supporto.
Il problema è che abbiamo ragione tutti in percentuale e spesso le persone con cui non condividiamo idee e passioni sono anche più intelligenti di noi. Come dice Jovanotti “ognuno ha qualcosa che ti potrà insegnare”. Ma restare aperti al dialogo e al contraddittorio diventa
raro. In altre parole non parliamo con le persone con cui dovremmo confrontarci. Soprattutto per considerare a mente aperta quanto ci dà fastidio. Questo ha ripercussioni sociologiche mondiali.
Di fatto stiamo tutti andando al muro contro muro. Gli Stati Unti sono l’esempio perfetto. Ormai repubblicani e democratici non si parlano e i rispettivi elettori vogliono solo qualcuno che combatta per loro. Gennaio 6 del 2021 sembra essere il primo di una serie di giorni neri per la democrazia americana. Speriamo bene.
Come si coniuga il problema a Viterbo. Vogliamo incontrare, parlare e scambiare opinioni con chi ha precisamente i nostri stessi punti di vista. Facendo questo tendiamo ad assorbire un’ideologia di massa. Problemi che potrebbero essere risolti con un po’ di buon senso diventano impossibili perché il nostro gruppo li ritiene colpa di altri.
La vita è bella, Viterbo è affascinante e attraente. La qualità della vita è altissima, si mangia bene e si respira meglio. Certo, deve essere più pulita, assestata e presto avremo urgentissimo bisogno di una piano altrimenti diventeremo una città fantasma popolata di pensionati e con un centro storico morto. L’arte, la bellezza, la gioia di vivere debbono diventare dominanti nella nostra cultura e nell’atteggiamento cittadino, non l’opposto.
Posso in qualsiasi momento fare la lista dei 10 più grandi problemi di Viterbo ma preferisco concentrarmi sui sorrisi degli amici che incontro in ogni angolo, sul senso di familiarità che avverto fortissimo e sulle meraviglie che vedo ogni giorno. Anche io ho una narrativa in cerca di fatti: quella di una città turistica, povera ma nobile e ne cerco sostegno. Voglio vedere bambini a passeggio nel centro storico e mamme che spingono un carrozzino. Ogni giorno apprezzo il cielo blu e i contrasti col peperino. Credo nella consapevolezza, l’identità e la pianificazione.
Adoro San Pellegrino in Fiore, Tuscia in Fiore e tutti gli eventi basati sulla gioia di vivere e la voglia di fare, non certo critiche distruttive e negatività a priori. Credo sia giusto parlare con chi la pensa diversamente da me e imparare qualcosa facendolo. Continuo ad avere tutte le mie opinioni ma resto aperto a fatti ed evidenze.. almeno lo spero.



















