Il Corner del Professore - Facebook e la lezione dei centri commerciali
Foto Della Rocca Giulio
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Il buchetto al Corso, gestito da mamma e papà, che non faceva marketing o comunicazione, che negli anni 70 produceva ricchezza, è un pezzo di storia che non ritorna più. Il Corso, per usare un esempio facile, deve avere un piccolo staff dedicato, non alcuni commercianti volontari, bensì professionisti.

IL CORNER DEL PROFESSORE – Da dove nasce il veleno che troviamo su Facebook tutti i giorni? Dal 20 al 26 Novembre 2023 al centro commerciale Tuscia è stata organizzata la settimana degli scacchi, in vero una riedizione di attività praticamente identica del 2010 nello stesso luogo e con lo stesso successo. La partecipazione delle scuole scacchistiche viterbesi, coadiuvata dal primo freddo pungente, ha reso la manifestazione un grande successo.

Possiamo-dobbiamo tirarci i capelli o stracciarci le vesti per l’ennesimo successo del centro commerciale? O…imparare una lezione?

La struttura che porta il nome Tuscia ha un direttore responsabile, dei piani di marketing e degli eventi, uno staff dedicato e quando serve chiede aiuto a professionisti o associazioni. All’interno delle mura esistono molte realtà, alcune fiorenti, ad esempio la zona di porta della Verità, altre sofferenti. Tutte le realtà commerciali e imprenditoriale geo-localizzate al centro di Viterbo hanno direttore, staff dedicato agli eventi, chiedono aiuto alle moltissime associazioni presenti che non vorrebbero altro che essere coinvolte? No.

Quando nel Luglio 2019 si chiuse porta della Verità per una notte all’aperto il successo fu manifesto. Quella fu pianificata ed organizzata da Luca Della Rocca. Cosa successe? Ne hanno rifatte ogni mese? Un commerciante, che nel frattempo ha cambiato lavoro, creò una nuova chat su Whatsapp per escludere il professionista ed evitare di pagarlo. A quella notte nulla seguì. E’ questa la mentalità dei commercianti?

Il buchetto al Corso, gestito da mamma e papà, che non faceva marketing o comunicazione, che negli anni 70 produceva ricchezza, è un pezzo di storia che non ritorna più. Il Corso, per usare un esempio facile, deve avere un piccolo staff dedicato, non alcuni commercianti volontari, bensì professionisti che programmano e pianificano, si dedicano alla promozione, al messaggio, ad eventi. In una frase: alla creazione di una identità facile da comunicare.

Quando non piove o non tira la tramontana, tutti dovremmo andare a vedere cosa offre il Corso nel prossimo fine settimana. Purtroppo sappiamo di non trovare eventi ma, su Facebook, lamenti feroci.

Altra lezione: Cioccotuscia. Ero fuori ma mi raccontano di tantissima gente in tutte le piazze. Cosa impariamo da questo? Ci vogliono eventi ripetitivi e pianificati su base annuale che almeno provino a combattere ad armi pari con il centro commerciale. Ma non solo: Cioccotuscia o San Pellegrino in Fiore, con decine di migliaia di ospiti, sono impensabili al centro commerciale. Allo stesso tempo un evento lì con attenzione media di 50 persone è un successo; a piazza del Sacrario lo stesso evento con attenzione di altrettante persone passerebbe inosservato.

Il centro commerciale come tutte le attività di Viterbo vanno armonizzate e pensate in un’ottica costruttiva. A volte, per farsi conoscere e notare, può offrire una vetrina rivolta ai 20.000 visitatori di un weekend, altre volte può ospitare un evento della giusta dimensione con soddisfazione di ospiti e attori. Dobbiamo imparare a prendere il meglio da tutti…. Come dice sempre il professor Chiossi. Nessuno può seriamente pensare di distruggere o ghettizzare i grandi centri commerciali. Il mondo è cambiato.

In questi giorni, purtroppo, in tanti recitano un mantra: è tutta colpa de “la Frontini”. Le stesse sfide sono presenti dal almeno 20 anni. Poi arrivò l’uno-due di Amazon e pandemia e tutto implose. Dobbiamo migliorare l’offerta  ma soprattutto accettare la necessità del professionista. Come il Centro commerciale ha il direttore, anche il Corso lo deve avere. Anche via Marconi e via Roma etc. Meglio se uno solo e ben pagato. Sia chiaro, serve persona giovane e simpatica, sveglia e capace di intuire quello che succede intorno.

Presto tornerò in America ed il veleno su Facebook mi scivolerà addosso. Mi resterà impressa, sia nella mente che nel cuore, una città che amo e che mi fa soffrire. Ammirate la nobile porta San Pietro in tutta la sua ricchezza. Non credo a cospirazioni o cattive volontà. Vedo chiaramente una impossibilità culturale ad accettare cambiamenti o dare potere ad altri: il professionista che cura gli interessi.

Chi si adegua e sceglie di alzare gli standard diventa leader come l’ingegner Saggini, chi si lamenta solo …… soffre. Io continuo a camminare con il naso all’insù ed a tenere Viterbo stretta al cuore.

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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