
IL CORNER DEL PROFESSORE – La politica si sa è cosa complessa e spesso malvista da chi non ne fa parte. Andreotti diceva che “il potere logora chi non lo ha” e in quella politica, quella della granitica Democrazia Cristiana, aveva senso. E a Viterbo?
La Vetus Urbs è si capoluogo di provincia ma siamo a stento 50.000. Le ultime tre giunte sono state di sinistra, destra e civica. Nulla di granitico. Anzi “ci si conosce tutti”, come diceva Jovanotti.
Qui le cose sono ben diverse. Per una volta sarebbe però bello affrontare le cose in modo razionale. Ricordo la politica al tempo del partito socialista: due grandi nemici lottarono per
mesi senza esclusione di colpi ma alla fine una pizza al Padrino mise tutto a posto. Ci sono sempre margini per fare qualcosa.
Affrontiamo l’argomento seriamente: ci sono tre aspetti importanti: il quid, il pathos e le
provinciali.
Quid: Marco Bruzziches esce ufficialmente dalla attuale maggioranza perché la stessa non voleva agire nei confronti degli affittuari morosi. Anche se con i tempi della burocrazia la politica ha agito. Addirittura anche riguardo la tanto amata TARI i morosi sono stati individuati ed invitati a regolarizzare. Il nodo dolente sembra essere sciolto.
Il Pathos: ovviamente c’è la famosissima cena. Il giudice per le indagini preliminare non
ha concesso il rito immediato. Dalle mezze rivelazioni le presunte frasi intimidatorie non erano rivolte né al consigliere né alla famiglia. Non mi sembra che dalla cena siano usciti tutti avvelenati.
Quando un giorno sentiremo la registrazione ci saranno alla fine i saluti col bacetto. Nulla
di tetro. Certo ognuno ha il diritto a fraintendere ma, a freddo, si deve ragionare. Per citare
ancora Jovanotti “ non si deve mai smettere di pensare”. Tanto più se i coinvolti hanno liberamente deciso di fare politica. Domanda: perché loro e tutti fanno politica? Per il bene della città? Per portare il proprio contributo? Per evitare o migliorare errori fatti?
Provinciali: queste elezioni sono solo per gli eletti e ogni comune è rintracciabile dal colore della scheda. Praticamente trasparente. Marco Bruzziches ha votato quantomeno non contro l’attuale maggioranza di Viterbo. Politicamente lui è precisamente dove era prima delle elezioni. La sua limpida posizione politica non poteva essere più chiara.
Sia chiaro i morosi debbono pagare anche per non creare concorrenza sleale verso chi paga regolarmente e sicuramente il consigliere ha contribuito. Sommando, uno sprono a far fare alla giunta la cosa giusta, un fraintendimento di frasi maldette e certo non riferite alla famiglia di Bruzziches e una dichiarazione di lealtà politica o quantomeno di non contrapposizione alle provinciali.
Quindi? Rispondo spesso ai leoni da tastiera che sono solo capaci a criticare: Quindi? Questa volta è per il mio amico d’infanzia Marco Bruzziches. Quindi? Mi sembra che, a parte sentimenti personali feriti, non ci siano i presupposti per continuare con il muro contro muro. Certo ci vorrà un colpo e ovviamente sono disposto a invitare a mangiare una pizza la signora Sindaca e il consigliere passato (per ora) all’opposizione. Purtroppo non al Padrino che ha chiuso ma in campo neutro, alla Storia a Cura di Vetralla, la pizza più buona della Tuscia 2024.


















