
IL CORNER DEL PROFESSORE – Il professor Francesco Mattioli è uno che ha studiato. Su La Fune scrive “riflessioni sul centro storico”. Analisi e sogni in gran parte condivisibili basati sulla realtà oggettiva dei flussi dei cittadini moderni.
Dicevo, è uno che ha studiato, si sente sia per come parla che per quello che dice. Mi sento non all’altezza di rispondergli ma ci provo. Molte sono cose che ha già scritto altre volte. Una novità va però notata. Il modo diretto e senza tanti fronzoli è quasi rivoluzionario: si dichiara dalla parte di una revisione profonda in chiave di fruibilità del centro storico, basta con i cerotti ma andiamo alla base: rendere il centro storico di Viterbo un sorta di “Disneyland culturale”.
Provo a riassumere: accessibilità, fruibilità e comunanza di intenti sia economici che culturali. Ho capito bene le parole del professore?
Un primo attimo di riflessione: tra PNRR FERS e Giubileo, 100 milioni di finanziamenti per
progetti di varia natura ma tutti, almeno in linea di principio, nella direzione indicata da Mattioli. Per le iniziative promosse dal professore beh servirebbero altre centinai di milioni. Una cifra enorme per un comune che di fatto ha solo 4 milioni di spesa libera all’anno. Dove troviamo tutti quei soldi?
Seconda riflessione: si parla di piano per il centro storico. Viene in mente il master plan del 2018 a firma del professor Paolo Marcoaldi. Credo che negli ultimi 70 anni molti abbiano parlato di piani e mai nessuno della prima cosa da fare. Non credo che il giusto modo di procedere sia questo. Ma ancora più in dettaglio: chi dovrebbe fare tutte le cose indicate?
Terza riflessione: il professore parla di rinuncia alla litigiosità, condivisione di intenti, volontà in linea etc. Non credo sia possibile all’interno di una realtà politica dove il marito si castra per fare dispetto alla moglie. Siamo lontani anni luce. Purtroppo sono americanizzato e credo che tutto debba sempre partire dall’economia. Cosa pensa di fare il professor Mattioli quando immagina l’evoluzione culturale di cui sopra?
Quarta riflessione. Priorità d’accordo con il professore: pulizia e decoro. Cioè? Sono decenni che le varie amministrazioni fanno di tutto per migliorare il contratto milionario delle pulizie. Risultati? Decoro…… chi dovrebbe dire agli imprenditori di investire 5000 euro per
nuovi tavoli, sedie, tovagliette ed ombrelloni degni quando a 10 metri il muro casca a pezzi? Per pagare l’esercito di professionisti della pulizia e del decoro ipotizzato dal professor Mattioli prevede un aumento della TARI?
Ho una soluzione in mente che risponde in modo risolutorio a tutte queste domande? Sì. Bisogna iniziare facile e progredire per passi. No grandi piani.
Passo 0: ritinteggiare i muri di piazza del comune che lo necessitano. Togliere cose inutili. Passo 1: telecamere su piazza del Comune, in diretta internet 24/7 per poter vedere, se servisse, chi sporca o ha sporcato. Passo 2: cambiare i cestini a piazza del comune, aumentarne il numero e farli svuotare due volte al giorno e tre volte nei giorni di festa. Passo 3: pulire seriamente piazza del Comune, se serve, con lo straccio per lavare per terra. Passo 4: imporre a tutte le attività economiche che insistono sulla piazza un alto grado di decoro approvato da una persona sola, non da uffici o politici. Cioè una idea corale. Passo 5: fare evento a piazza del Comune e mostrare a tutti la meraviglia creata. Passo 6: programmare calendario annuale di eventi.
Questo è il primo cerchio. Poi si allarga a 50 metri da piazza del Comune ma con le stesse modalità. Poi 200 metri e così via. Questo è un piano, il resto sono chiacchiere. Quanto tempo occorre, probabilmente anni. Soldi? Pochi. Spina dorsale da parte di chi porta avanti il progetto? Indispensabile. Fattività? Altissima. Con questo cambia tutto? No però se le attività in piazza del Comune potessero affermare di aver aumentato il fatturato basterebbe come stimolo per farlo e rifarlo a cerchi sempre più ampi.






















