
IL CORNER DEL PROFESSORE – Il 26 Giugno 2022 le elezioni amministrative hanno un vincitore: Chiara Frontini e la sua maggioranza. Non passano due anni e due consiglieri saltano in opposizione. Credo che ci sia una analisi importante da almeno tentare: perché escono pezzi dalla maggioranza civica? Tra l’atro agli estremi del movimento: Letizia Chiatti convinta dalla prima ora e Marco Bruzziches che salta sul carro del percepito vincitore.
Quindi posizioni e motivazioni completamente diverse ma con la stessa fine. Forse alla fine risulterà chiaro che entrambi percepivano la propria posizione come “potente” ma senza aver fatto i conti con l’oste.
Anche da questi ultimi eventi ne viene qualcosa per Viterbo? Vincere al ballottaggio dopo esserci andati con il 32% percento dei voti del 60% (circa) degli aventi diritto a voto, non è necessariamente democrazia, è una legge elettorale.
Con i numeri sopra menzionati trovarsi una maggioranza schiacciante, 20 su 32, cioè il 60% (circa) dei consiglieri a fronte del 30% (circa) dei votanti, o addirittura del 18,6% degli aventi diritto al voto non è democrazia, è una legge elettorale.
In Italia la intendiamo come governabilità ed ovviamente ha una logica. Ma non è democrazia. E’ assegnare il potere ad uno-a o ad un gruppo e sperare che restino insieme e garantiscano la
governabilità. Vedi Arena. Alla base della fuoriuscita di Marco e Letizia c’è la mancanza di
comprensione che non è democrazia ma piccoli potere accentrati in una persona, sindaco o
assessore a seconda dei casi, e non certo una democrazia partecipata attraverso i consiglieri di
maggioranza. Agnelli disse: “in Fiat comanda uno alla volta”. Andrebbe ricordato a Chiatti e
Bruzziches. Adesso comanda Chiara.
Da consiglieri possono votare quasi tutto, almeno quanto passa in consiglio, ad esempio il bilancio, ma non possono personalmente certo decidere se qualcosa si fa o meno. A loro questa cosa non è andata giù e non hanno retto. Se fossero stati politici esperti sarebbero restati in maggioranza cercando di coalizzare piccoli gruppi per non far passare questa o quella cosa in consiglio e chiedere “compromessi” politici.
Ma non credo proprio sia questo il punto o nelle corde dei due fuoriusciti. La domanda che ne risulta centrale è: abbiamo votato liste civiche cui chiediamo di governare la città a secondo della propria coscienza o vogliamo un ritorno alla politica delle correnti e dei compromessi?
Ovviamente non so cosa succederà in comune. In politica tutto è possibile. Il civismo manca di ideologia legante e questo consiglio comunale non è certamente mosso da interessi personali ed economici. Altri litigheranno e forse altri usciranno dalla maggioranza ma non adesso. Se
Bruzziches e Chiatti fossero stati politici incalliti, con loro sarebbero usciti altri consiglieri. Non è andata così.
Il mio egoismo ed interesse personale mi spinge a dire :” lasciamo lavorare”. Voglio una città pulita, vibrante ed amata da residenti ed ospiti. Lasciamoli fare per altri 3 anni. Forse questa è la democrazia, l’onere onore di governare dopo la vittoria elettorale. Le elezioni del 2027, quelli si che sono democrazia e forse vedremo politiche di compromessi. Ma sia il tono che le stupidaggini dovrebbero evolversi in progetti e proposte. Quasi due anni sono passati dalla notte di Giugno del 2022 che cambiò la storia della politica viterbese. In circa 30 mesi saremo di nuovo tutti in pre-elezioni e si tireranno i conti. Adesso lasciamoli lavorare.


















