
Consiglio comunale di domani rischia di saltare: problemi per i due assenti per malattia, i dissidenti del Gal ormai all’opposizione e Filippo Rossi col mal di pancia. Ancora una volta.
Domani pomeriggio è prevista la riunione dell’assise comunale con una maggioranza sempre più spezzettata ridotta all’osso dai passaggi all’opposizione e dall’incapacità di mettersi intorno ad un tavolo e di parlare. Una riunione che manca dal 31 agosto scorso. 10 giorni fa infatti il Consiglio comunale sarebbe dovuto tornare a lavorare, ma non è stato possibile perché la maggioranza non aveva gli uomini e le donne necessari per mantenere il numero legale (ovvero 17 consiglieri).
Una situazione che rischia seriamente di ripetersi a causa delle assenze già annunciate di Mario Quintarelli e Arduino Troili, assenti per malattia e quella di Filippo Rossi che recentemente ha sostenuto di non voler presentarsi più in Consiglio finché non si decidano di cacciarlo via. Tre assenze che pesano tantissimo, perché unite ai due dissidenti del Gal Insogna e Moltoni ormai più all’opposizione che in maggioranza, la squadra di Michelini non ha di fatto i numeri per tenere in piedi il Consiglio comunale. Servono 17 consiglieri, ma levati i 2 assenti per malattia e levato Rossi la maggioranza avrà domani 16 presenti. Troppo pochi.
Una situazione preoccupante, ma non per gli uomini del sindaco. Livio Treta, intervistato da Sbottonatti, si è detto certo che trattandosi di un Consiglio dedicato alle interrogazioni, la minoranza terrà il numero legale perché sarà nel proprio interesse farlo. “Non ci vedrei nulla di strano se le opposizioni – ha detto Treta – volessero interrogare l’amministratore. Ma se la linea politica è quella di non farci fare Consiglio se non abbiamo i numeri, ne prenderemo atto”. Nessun allarme politico però “perché è una questione di malattia di due consiglieri. Solo Rossi ha il mal di pancia”.
Già da Forza Italia comunque hanno fatto sapere che non saranno fatti sconti. L’ex sindaco Giulio Marini ha infatti ricordato un fatto che risale a quando era alla guida della provincia di Viterbo. “Nel 2003 quando ero presidente della provincia, Franco Benedetti gravemente malato ebbe il coraggio di uscire dall’ospedale per venire in Consiglio e approvare il bilancio insieme alla sua maggioranza. Dopo un mese Benedetti è deceduto. Pensate che attaccamento alle istituzioni avesse. Quindi la maggioranza deve venire in Consiglio”.


















