
VITERBO – Il consiglio comunale vota all’unanimità il proprio no all’idea della Regione di rendere il capoluogo della Tuscia la pattumiera del Lazio. L’ordine del giorno approvato con i voti di tutti i consiglieri, anche quelli di opposizione e soprattutto anche quelli di Fratelli d’Italia, mette nelle mani del sindaco Chiara Frontini un preciso mandato politico: “Sostenere in tutti i modi il no ai rifiuti dalle altre province a Monterazzano. Sindaco e giunta producano ogni atto necessario a contrastare i conferimenti nella discarica viterbesi da altri Ato”.
Nell’ordine del giorno prodotto e votato dal consiglio, su cui dopo la sospensione di un’ora si è arrivati a una versione condivisa da tutti, si prevede anche la possibilità di un referendum popolare da attivare se la Regione non farà passi indietro sull’idea del maxi ampliamento di Monterazzano per farci confluire i rifiuti del Lazio.
Fratelli d’Italia, ma anche la Lega e Viterbo Cresce, non erano troppo d’accordo sull’idea di una consultazione popolare come strumento di contrapposizione alla Regione Lazio ma alla fine hanno accettato il punto. Di contro hanno chiesto una modifica del testo originario dell’ordine del giorno, sottoscritto dalla maggioranza Frontini e convintamente dai consiglieri del Partito Democratico, dove si parlava di “impedire” l’arrivo di rifiuti extraviterbesi. La parola “impedire” è stata cambiata con “contrastare”. Questione di lana caprina.
Importante la presenza in sala d’Ercole anche del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Daniele Sabatini, uomo che può giocare un ruolo chiave nella salvezza o nella condanna del Viterbese dall’orda di rifiuti romani.
Chiaro il messaggio della sindaca Frontini: “I rifiuti portateli ovunque ma non più a Viterbo e spero non ci siano proroghe ulteriori”. Frase pronunciata proprio guardando Daniele Sabatini. E a distanza, in un dialogo aperto con Regione Lazio a suon di atti politici, la sindaca ha anche indicato cosa si aspetta dal presidente Rocca: “Il presidente deve revocare in autotutela il parere della direzione regionale rifiuti che autorizza l’ampliamento di Monterazzano subordinandolo ai rifiuti romani perché contrario all’atto d’indirizzo del consiglio regionale che prevede un meccanismo di gestione rifiuti su base provinciale e incentrato sull’autosufficienza di ogni provincia”.
Poi ancora una stoccata a Sabatini che nei giorni scorsi aveva accusato la sindaca di non avere fatto atti formali contro l’ampliamento della discarica, dimenticando che il Comune può fare ben poco: “Spero che il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale porti avanti attraverso atti amministrativi il no all’ampliamento. Guida un gruppo di 22 consiglieri …”.
La questione politica è di fatto esplosiva. I tentativi, maldestri, del centrodestra di buttare la palla nel passato tirando in ballo Zingaretti lasciano il tempo che trovano. Oggi governa Rocca e tutte le province che non riescono a gestire i rifiuti in casa loro sono governate dal centrodestra.
Il gruppo di Fratelli d’Italia in consiglio accetta l’ordine del giorno, con un’apprezzabile Laura Allegrini che sottolinea l’importanza di non spaccare il consiglio comunale su un tema del genere. Vere le sue parole sull’emergenza rifiuti nel Lazio come non creata da Rocca ma figlia di problemi e immobilismi degli ultimi trenta anni.

















