Il Comune vuole vendere l’ex chiesa della Pace a sua insaputa. Poi torna sui suoi passi. Emendamento ritirato
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VITERBO – Nell’ elenco dei beni da alienare finisce anche la chiesa dove i Facchini svolgono le prove di portata e le riunioni del Sodalizio. La cosa strana è che nessuno della maggioranza sa spiegare come l’immobile sia finito tra quelli da mettere in vendita.

VITERBO – Episodio tragicomico in consiglio comunale. Nell’ elenco dei beni da alienare finisce anche la chiesa dove i Facchini svolgono le prove di portata e le riunioni del Sodalizio.

Sono due membri dell’opposizione, Letizia Chiatti (Viterbo 2020) e Giacomo Barelli (Viva Viterbo) ad accorgersi di quanto sta accadendo e chiedono alla maggioranza sia di non vendere tale immobile che ha un valore storico e simbolico inestimabile, sia di spiegare come tale bene possa essere finito nell’elenco degli immobili da alienare.

Dalla maggioranza grande imbarazzo. Nessuno riesce a dare una spiegazione. Alcuni parlano di un errore su un documento presentato dagli uffici. C’è grande confusione. Non rimane altro da fare che ritirare l’emendamento con cui si volevano ricavare 4 milioni di euro dalla vendita di beni pubblici (emendamento sul quale, con il dovuto rispetto, avevamo espresso, come testata giornalistica, più di qualche perplessità).

Dunque il comune dovrà trovare altrove i fondi per le opere pubbliche che aveva intenzione di finanziare. Il sindaco Arena si è scusato per quanto accaduto. Certo non una bella figura. La sua maggioranza stava per mettere in vendita un simbolo della città, probabilmente in maniera inconsapevole. Questo ultimo aspetto non so se vada considerato come un’attenuante o un’aggravante. Saranno i viterbesi a giudicare

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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