
VITERBO – Episodio tragicomico in consiglio comunale. Nell’ elenco dei beni da alienare finisce anche la chiesa dove i Facchini svolgono le prove di portata e le riunioni del Sodalizio.
Sono due membri dell’opposizione, Letizia Chiatti (Viterbo 2020) e Giacomo Barelli (Viva Viterbo) ad accorgersi di quanto sta accadendo e chiedono alla maggioranza sia di non vendere tale immobile che ha un valore storico e simbolico inestimabile, sia di spiegare come tale bene possa essere finito nell’elenco degli immobili da alienare.
Dalla maggioranza grande imbarazzo. Nessuno riesce a dare una spiegazione. Alcuni parlano di un errore su un documento presentato dagli uffici. C’è grande confusione. Non rimane altro da fare che ritirare l’emendamento con cui si volevano ricavare 4 milioni di euro dalla vendita di beni pubblici (emendamento sul quale, con il dovuto rispetto, avevamo espresso, come testata giornalistica, più di qualche perplessità).
Dunque il comune dovrà trovare altrove i fondi per le opere pubbliche che aveva intenzione di finanziare. Il sindaco Arena si è scusato per quanto accaduto. Certo non una bella figura. La sua maggioranza stava per mettere in vendita un simbolo della città, probabilmente in maniera inconsapevole. Questo ultimo aspetto non so se vada considerato come un’attenuante o un’aggravante. Saranno i viterbesi a giudicare


















