Il Comune di Vasanello condanna gli atti vandalici sul luogo dove fu uccisa Silvia Tabacchi
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Sdegno ed indignazione sono i sentimenti espressi dal sindaco di Vasanello, Antonio Porri, a seguito degli atti vandalici perpetrati stanotte sulla strada provinciale che conduce ad Orte, nel punto in cui è stata uccisa, lo scorso anno, Silvia Tabacchi

VASANELLO- “Fatto gravissimo ed imperdonabile”. Sdegno ed indignazione sono i sentimenti espressi dal sindaco di Vasanello, Antonio Porri, a seguito degli atti vandalici perpetrati stanotte sulla strada provinciale che conduce ad Orte, nel punto in cui è stata uccisa, lo scorso anno, Silvia Tabacchi.
Per commemorare la ragazza, sul posto è stata posizionata una Madonnina e mazzi di fiori che sono stati oggetto di un episodio intollerabile.
Alla statuetta è stata portata via la testa mentre i fiori sono stati distrutti.
“A distanza di solo tre giorni dalla cerimonia del premio intitolato a Silvia, provoca una rabbia incontenibile dover constatare un simile gesto scellerato.
Si tratta di un’offesa alla sua memoria e un nuovo dolore inferto ai suoi genitori, che già stanno soffrendo abbastanza.
Non vorremmo inoltre che, dietro a questa gesto vandalico si celino altresì delle motivazione religiose, e la gravità sarebbe ulteriormente amplificata.
Come amministratore e come cittadino mi sono immediatamente attivato per denunciare alle autorità competenti quello che si è verificato.
Non escludiamo, inoltre, anche il ricorso all’intervento del Prefetto per indagare sulla matrice dell’episodio.
La verità deve essere accertata al più presto, perché non può rimanere impunito chi si macchia di tali infamie – conclude il primo cittadino.
Abbiamo già allertato la Questura e ci attiveremo con ogni mezzo a disposizione per appurare tutte le responsabilità perché chi ha compiuto una simile oscenità venga sottoposto al giudizio della legge che, ci auguriamo, agisca in maniera esemplare per evitare il ripetersi di tali fatti vergognosi.”

Gli Stati Generali La Fune
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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