Il Comune di Tarquinia apre un tavolo con Provincia e Regione per valorizzare i locali pubblici dei vari enti
Foto Alessandro Giulivi
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TARQUINIA - Utilizzo di strutture pubbliche, siglato accordo tra Comune, Provincia di Viterbo e Regione Lazio. 

TARQUINIA – Utilizzo di strutture pubbliche, siglato accordo tra Comune, Provincia di Viterbo e Regione Lazio. 

“Nei giorni scorsi sono stati avviati dei contatti istituzionali tra il Presidente della Provincia Alessandro Romoli, il Sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi e la Presidente della commissione Agricoltura e Ambiente della Regione Lazio, Valentina Paterna, per affrontare le numerose vicende ancora aperte concernenti il patrimonio pubblico situato nel territorio del comune di Tarquinia e di proprietà rispettivamente di Comune, Provincia e demanio regionale.

Nel corso di queste consultazioni, tutti i rappresentanti istituzionali hanno concordato sulla necessità di regolamentare l’utilizzo di queste strutture, ampliando tale possibilità anche ad eventuali beni del demanio regionale. Una scelta importante che, per la prima volta, dà una certezza sul modello di gestione dei beni pubblici in città e ne consentirà la piena fruizione. Un accordo atteso da anni per il quale sono state gettate le basi solo oggi, grazie all’unità di intenti dimostrata da Regione, Provincia e Comune. A tal proposito, è stato deciso che i rappresentanti dei tre enti coinvolti organizzeranno un incontro nei prossimi giorni per stilare un protocollo di intesa che consenta alle scuole di secondo grado – tra cui l’Istituto Cardarelli, oggetto di attenzione in questi giorni -, al comune di Tarquinia, alla Provincia e agli enti regionali di mettere a disposizione il proprio patrimonio per il miglior vantaggio dei tarquiniesi e dei residenti dei comuni limitrofi”. Lo rende noto il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi. 

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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