Il Comune di Bagnoregio punta a creare una libera circolazione con Orvieto prima del 3 giugno

BAGNOREGIO - Il Comune di Bagnoregio si è attivato per rendere possibile l'apertura della libera circolazione tra il proprio territorio e l'Orvietano.
BAGNOREGIO – Il Comune di Bagnoregio si è attivato per rendere possibile l’apertura della libera circolazione tra il proprio territorio e l’Orvietano.
“Vista la necessità di alcuni nostri cittadini di dover raggiungere il comune di Orvieto, confinante con il nostro territorio, in virtù dell’ordinanza della Regione Umbria, inoltreremo nelle prossime ore al Prefetto di Viterbo l’autorizzazione per i nostri residenti di poter raggiungere il comune umbro”. Così il primo cittadino di Bagnoregio.
Dopo il caso dell’accordo Montalto-Capalbio sarebbe il secondo punto di ingresso possibile in altre regioni, per la Tuscia, prima della libertà di circolazione prevista per il tre giugno.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

















