Il comitato 'Non ce la beviamo' scrive al prefetto: "A Viterbo bloccati i referendum"
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Mettere in uso lo strumento del referendum popolare sembra essere una cosa che "non s'ha da fare" al Comune di Viterbo. Così il comitato 'Non ce la beviamo' scrive al prefetto, per denunciare l'impossibilità di avviare l'iter per far pronunciare i cittadini sull'acqua pubblica.

Battaglia per l’acqua pubblica, il comitato ‘Non ce la beviamo’ scrive al prefetto Antonella Scolamiero per segnalare la mancanza di possibilità di presentare un referendum comunale a Palazzo dei Priori.

Infatti il Comune di Viterbo risulta ancora sprovvisto del regolamento attuativo che disciplina l’effetto a procedura per l’indizione dei referendum comunali.

Fatto che blocca l’iniziativa referendaria lanciata l’11 aprile scorso, dal comitato in difesa della gestione pubbli…ca dell’acqua. A oggi infatti i fogli per la raccolta delle firme non sono stati ancora vidimati dal segretario generale, nonostante diverse sollecitazioni da parte dei consiglieri.

L’annuncio della chiamata in causa del prefetto è stata annunciata ieri pomeriggio nel corso di un’apposita conferenza stampa.

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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