Il Comitato 'Non ce la beviamo' in piazza contro la mercificazione dell'acqua anche nel Viterbese
Foto Comitato non ce la beviamo
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VITERBO - Anche noi come “Non ce la beviamo”, comitato civico che si batte da sempre per la salubrità e la potabilità dell’acqua, per la gestione pubblica e per il rispetto del referendum popolare del 2011, aderiamo alla Giornata internazionale dell’acqua, da una parte condividendo gli obiettivi proposti, ma dall’altra contestando i modelli tipicamente capitalistici con cui gli obiettivi proposti vengono di solito realizzati.

VITERBO – “Dal 1993 il 22 marzo di ogni anno viene celebrata in tutti i Paesi del mondo la Giornata Internazionale dell’Acqua. Istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, l’anno della conferenza di Rio, questa giornata celebrativa ha lo scopo di sensibilizzare i popoli del pianeta sull’uso sostenibile di una risorsa per definizione scarsa e non rinnovabile quale è l’acqua. L’obiettivo ambizioso è quello di garantire l’accesso all’acqua e ai servizi igienici per tutti entro il 2030, tenendo conto che, secondo l’ONU, 2 miliardi di esseri umani nel mondo non hanno facilità di accesso all’acqua potabile e più di 4 miliardi non dispongono di servizi igienici adeguati – così dal Comitato Non ce la beviamo.

Anche noi come “Non ce la beviamo”, comitato civico che si batte da sempre per la salubrità e la potabilità dell’acqua, per la gestione pubblica e per il rispetto del referendum popolare del 2011, aderiamo alla Giornata internazionale dell’acqua, da una parte condividendo gli obiettivi proposti, ma dall’altra contestando i modelli tipicamente capitalistici con cui gli obiettivi proposti vengono di solito realizzati.

C’è infatti una contraddizione interna tra le finalità di equa distribuzione e disponibilità delle risorse individuate dalle Nazioni Unite e le politiche messe in atto per conseguirle. Affidare la gestione delle risorse idriche alle grandi società multiservizi private significa di fatto mercificare l’acqua e sottometterla alla logica del profitto degli azionisti.

Questo avviene praticamente in tutto il mondo, dove grandi multinazionali quotate in borsa si impossessano e sfruttano in modo dissennato le risorse limitate dell’acqua, sottraendola alle stesse popolazioni che per territorialità ne dovrebbero essere le naturali fruitrici.

Anche in Italia la spinta alla mercificazione dell’acqua ha subito una forte accelerazione, in contrasto peraltro con le opposte determinazioni del referendum 2011 che, nell’interesse delle popolazioni e dei territori, destinava l’acqua a una gestione esclusivamente pubblica. In particolare nella nostra Tuscia la vicenda Talete è emblematica di una volontà politica privatizzatrice che noi come comitato combattiamo non soltanto per motivi ideali e di principio, ma soprattutto perché siamo convinti che un uso delle risorse idriche responsabile e sostenibile sia possibile unicamente sottraendone la gestione agli appetiti speculativi delle società di capitali privati.

Di tutti questi temi parleremosabato 25 marzo dalle ore 16,00 a Viterbo in Largo Cesare Battisti ( Corso Italia ) , insieme con i cittadini e le associazioni che si occupano di ambiente e salute pubblica che vorranno essere presenti insieme a noi.

Vi aspettiamo in tanti, perché l’acqua appartiene a tutti, così come riguarda tutti lo spettro della siccità che ha indotto il governo a pensare alla nomina di uno o più commissari plenipotenziari per la gestione dell’emergenza. Sappiamo bene, purtroppo, che le politiche emergenziali possono esporre al rischio del fatto compiuto e dell’indebolimento del controllo democratico. È dunque più necessario che mai non allentare la vigilanza sulle scelte che verranno fatte a livello centrale e regionale, proprio per assicurare il raggiungimento di quegli obiettivi per cui il Forum Nazionale dei Comitati per l’Acqua Pubblica si battono da anni: salubrità, potabilità, accessibilità, perché l’acqua è Vita”.

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Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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