Il civismo di Viterbo2020 e il rischio della tenaglia dei partiti
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VITERBO - Nelle votazioni sul capoluogo il peso dei partiti si sente tutto. E' inevitabile e difficilmente una forza civica, senza un gioco di alleanze, riuscirebbe a imporsi.

VITERBO – Non essere un partito può essere una forza ma è anche una debolezza. Questa la condizione che si trova a vivere Viterbo2020, la locomotiva di Chiara Frontini. Nel 2018 la situazione del primo turno era stata la seguente: 40,22% del consenso per Giovanni Arena, 17,55 Chiara Frontini, 10,94 Francesco Sera, 10,88 Luisa Ciambella, 8,15 Filippo Rossi, 6,71 Massimo Erbetti, 3,13 Claudio Taglia, 2,37 Paola Celletti. 

Poi al secondo turno Arena l’aveva spuntata con il 51,09%, Frontini si era fermata al 48,91%. Per guardare alle prossime votazioni si può partire da questi numeri. Risulterà lampante che il civismo della Frontini riuscì ad arrivare al ballottaggio per un preciso motivo: la divisione del Partito Democratico che di fatto si presentò con due candidati: Luisa Ciambella e Francesco Serra. Senza questa variabile il fenomeno Frontini, con ogni probabilità non sarebbe mai nato. 

Si ripeterà questa condizione? Difficile. C’è anche dell’altro: il posizionamento del Movimento Cinque Stelle. Ci sarà un candidato sindaco pentastellato o sarà preferita una convergenza su un candidato comune con il Partito Democratico? 

Nelle votazioni sul capoluogo il peso dei partiti si sente tutto. E’ inevitabile e difficilmente una forza civica, senza un gioco di alleanze, riuscirebbe a imporsi. Anche perché una larga parte del voto espresso dall’elettorato è un voto ideologico e di appartenenza per lo schieramento di centrodestra o per quello di centrosinistra. Così la forza di Chiara Frontini rischia di essere chiusa a tenaglia dal peso dei partiti. 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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