Il cerino della crisi nelle mani del sindaco Arena
Arena
Gli Stati Generali La Fune
VITERBO - E in un gioco di specchi e strategie incrociate una simile situazione del sindaco proietta un'ulteriore ombra: quella di un primo cittadino fragile e sempre in difficoltà, una sorta di "Tentenna" che difficilmente potrà essere ricandidabile. 

VITERBO – Il cerino della crisi a Palazzo dei Priori è nelle mani del sindaco Arena. Le riunioni della coalizione per costruire una quadra sono una fumata nera dietro l’altra. Il nodo vero è l’appoggio di Forza Italia all’amministrazione provinciale di centrosinistra guidata da Pietro Nocchi. Fatto evidenziato come indigeribile tra Fratelli d’Italia in primis ma anche da Fondazione. Più morbida, ma dello stesso avviso, la Lega.

E’ evidente che il tutto ha a che fare con le amministrative del 3 e 4 ottobre e con la composizione delle liste nei venti comuni della Tuscia che vanno al rinnovo. Qui l’asse provinciale Pd-Forza Italia proietta il proprio eco e mette in difficoltà le altre forze di centrodestra. 

Da qui il diventare per il Comune di Viterbo il luogo della resa dei conti. Tanto che la data del consiglio comunale del 31 agosto si avvicina e se Arena non avrà trovato una soluzione per la composizione della giunta dovrà presentarsi dimissionario in sala d’Ercole. 

E in un gioco di specchi e strategie incrociate una simile situazione del sindaco proietta un’ulteriore ombra: quella di un primo cittadino fragile e sempre in difficoltà, una sorta di “Tentenna” che difficilmente potrà essere ricandidabile. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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