Il centrodestra viterbese sospeso sul filo del ponte per il primo maggio
Arena
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Il centrodestra viterbese si mantiene unito, nonostante forze centrifughe e centripete al suo interno. Dimostrano doti di funambolismo le varie anime della galassia post berlusconiana. Con tanto di Polo Civico a seguito. Quattro le gambe del tavolo dentro cui si muove la partita: Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e civici.

Il centrodestra viterbese si mantiene unito, nonostante forze centrifughe e centripete al suo interno. Dimostrano doti di funambolismo le varie anime della galassia post berlusconiana. Con tanto di Polo Civico a seguito. Quattro le gambe del tavolo dentro cui si muove la partita: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e civici.

Frizioni tra una gamba e l’altra, con frequenti tentativi di sgambetto. Ma anche all’interno delle singole compagini le cose non vanno diversamente. La cottura a fuoco lento, scelta per il candidato sindaco, ha prodotto fumi anche all’interno dei diversi schieramenti. Essenzialmente tra quelli dove più hanno sgomitato per la candidatura a sindaco.

Alessandro Usai e Giovanni Arena i nomi più papabili. Con il solito discorso che è altrettanto probabile di vederli uscire dal conclave viterbese, quello che alla fine dirà l’ultima parola, come cardinali. Lo schema che si prevede andare in scena nelle prossime ore, appena scavallato il primo maggio, è il seguente: il tavolo romano indica il partito che dovrà indicare il sindaco (o Lega o Forza Italia). Il partito viterbese in questione, a quel punto, indicherà il candidato.

La bilancia pende più per una scelta in seno a Forza Italia. Tutto però è ancora possibile, comprese clamorose spaccature. Il clima di grande frazionamento del quadro politico cittadino infatti, anziché spingere gli uomini del centrodestra verso un’unità che sarebbe premiante, finisce per solleticare i sogni di gloria dei singoli pezzi. Manca poco, dopo il 10 maggio, la consegna delle liste. Quindi un mese di campagna elettorale, senza esclusione di quartiere. 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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