Il centrodestra si ricompatta e guarda a Palazzo dei Priori
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Il centrodestra viterbese prova a ricucire gli strappi attorno al tavolo dei Conservatori e Riformisti di Ottavio Raggi

La spaccatura dell’amministrazione viterbese sembra essere insanabile e c’è già chi guarda avanti, alle prossime elezioni che potrebbero esserci fra pochi mesi (in caso di rapida sfiducia del sindaco Michelini) o più tardi, ma l’importante è agire. Ed è così che questa mattina il centrodestra, per anni al comando del capoluogo e ora tra le file dell’opposizione, cerca di ricompattarsi e lo fa attorno alla presentazione dei Conservatori e Riformisti, il movimento di Raffaele Fitto che vede come coordinatore provinciale Ottavio Raggi.

Tutte le anime del centrodestra si sono quindi date appuntamento attorno a un tavolo. Ci sono i forzisti storici come Giulio Marini e Giovanni Arena, c’è Gianmaria Santucci con il suo movimento civico Fondazione, rappresentanti di Fratelli d’Italia, il consigliere regionale Daniele Sabatini e qualcuno che da tempo mancava da questa parte della bilancia, ma che pare essere tornato indietro, come Francesco Moltoni e Goffredo Taborri. Mancano solo quelli di Noi con Salvini, che per ora sembrano non voler mettere troppa carne al fuoco e aspettare che gli storici del centrodestra tornino compatti.

Raggi cerca subito un punto di incontro con gli altri, puntando al ritrovamento di un sentimento comune e al superamento degli ostacoli che qualche tempo fa hanno portato alla spaccatura del centrodestra. Conservatori e Riformisti, anche attraverso la forte presenza di Taborri che lo rappresenterà in consiglio comunale, vuole essere il nuovo collante dello schieramento, anche in vista delle prossime elezioni vicine o lontane che siano.

Si fanno discorsi avanzati, come se la giunta Michelini dovesse crollare da un momento all’altro, e si passa dal parlare delle problematiche del territorio fra lavoro e imprenditoria, fino all’ipotesi di convocare delle primarie per stabilire i candidati di un’ipotetica lista. Il centrodestra pare essere di nuovo compatto, anche se la strada è ancora lunga, e pronto a rimpiazzare Michelini e la sua squadra.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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