Il centrodestra pensa al dopo Michelini, Arena: "Prima di Natale riunione di area"
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Il centrodestra cerca l'unità e inizia a pensare al dopo Michelini. Prima di Natale è in programma un meeting di area, a cui parteciperanno i partiti classici e le liste civiche presenti sul territorio.

Per il centrodestra viterbese non sono più gli anni d’oro di una volta. L’invincibile armata in grado di fare sfaceli nella Tuscia è evaporata, ma c’è comunque una classe dirigente presente sul territorio. Una classe dirigente scottata dall’eclissi del sole berlusconiano, provata dal morbo dell’azzannamento interno ma che dentro coltiva la speranza del riscatto.

Il colpo al cuore questo centrodestra locale l’ha incassato con le votazioni del maggio 2013 nel comune capoluogo, passato a una coalizione di centrosinistra che in realtà porta nella pancia della vittoria diversi voti legati a personaggi storicamente di fede politica opposta. Le cose per Leonardo Michelini e i suoi non vanno bene, la Viterbo impresa possibile annunciata in campagna elettorale è un ologramma che ancora deve diventare realtà e gli scettici aumentano di giorno in giorno.

Questo ha ridato forza ai partiti e agli uomini delle liste civiche di quest’area che ora sono chiamati alla sfida di ritrovare l’unità. Per questo, per iniziare il cammino, il coordinatore cittadino di Forza Italia Giovanni Arena sta organizzando per prima di Natale un grande meeting. Saranno invitati i partiti politici classici ma anche le liste civiche e i movimenti di area. 

Un candidato sindaco ancora non c’è. Si ritiene sia ancora presto e comunque prima vanno rimessi insieme i pezzi. Comunque un dato va sottolineato: si inizia a pensare al dopo Michelini.

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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