Il centrodestra fallisce l'intesa anche a Roma e il caos sembra senza uscita

VITERBO - Così quella che doveva essere una giornata risolutiva si è rivelata una frattura scomposta. Ognuno a casa con ancora più confusione nelle teste di quella che c'era prima di partire.
VITERBO – Forza Italia, Udc, Fondazione e Lega vanno a Roma per non trovare alcuna sintesi. Un fatto che sta facendo innervosire anche i vertici nazionali dei partiti. Il tavolo romano nel pomeriggio di mercoledì, con Forza Italia Udc e Fondazione che si sarebbero presentate con il nome di Gianmaria Santucci come sindaco. Posizione non condivisa però dai leghisti viterbesi che avrebbero continuato a battere il tasto Claudio Ubertini.
Così quella che doveva essere una giornata risolutiva si è rivelata una frattura scomposta. Ognuno a casa con ancora più confusione nelle teste di quella che c’era prima di partire.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.


















