
VITERBO – Il centrodestra non c’è. Almeno non c’è a Palazzo dei Priori per il consiglio straordinario sulla crisi della maggioranza. Né alla prima né alla seconda chiama. ‘Aspettando il centrodestra’ si potrebbe dire. Potrebbe arrivare come Godot, perché nella vita così come nella politica tutto può accadere.
E proprio nel momento in cui tutto sembrava destinato a finire, con una contrapposizione forte dove o Lega o Fratelli d’Italia avrebbero dovuto perdere la faccia, è ritornato il dialogo. La crisi non è finita ma lo sarà presto. E allora perché rischiare di mettere sale nella piaga con un confronto aperto in consiglio? La tattica ha consigliato alle varie forze della coalizione di non esserci. E così è stato. Con buona pace delle minoranze che, come brogliaccio della politica vuole, si scateneranno nelle ore a seguire in critiche enfatiche di ogni nota e colore.
Alcuni saranno più credibili, altri – visti i personali trascorsi e teatrini nel ruolo di attori protagonisti similari al presente – meno. Tutto come da previsione. La crisi non può esserci ora, così vicino alle elezioni europee. A seconda di come andranno ci sarà dopo. A quel punto sì le forze della coalizione saranno impegnate in una vera e propria resa dei conti. Ma dipenderà dal responso delle urne.


















