Il centrodestra diserta il consiglio straordinario sulla crisi, tutto secondo copione
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VITERBO - La crisi non è finita ma lo sarà presto. E allora perché rischiare di mettere sale nella piaga con un confronto aperto in consiglio? La tattica ha consigliato alle varie forze della coalizione di non esserci. E così è stato. Con buona pace delle minoranze che, come brogliaccio della politica vuole, si scateneranno nelle ore a seguire in critiche enfatiche di ogni nota e colore.

VITERBO – Il centrodestra non c’è. Almeno non c’è a Palazzo dei Priori per il consiglio straordinario sulla crisi della maggioranza. Né alla prima né alla seconda chiama. ‘Aspettando il centrodestra’ si potrebbe dire. Potrebbe arrivare come Godot, perché nella vita così come nella politica tutto può accadere.

E proprio nel momento in cui tutto sembrava destinato a finire, con una contrapposizione forte dove o Lega o Fratelli d’Italia avrebbero dovuto perdere la faccia, è ritornato il dialogo. La crisi non è finita ma lo sarà presto. E allora perché rischiare di mettere sale nella piaga con un confronto aperto in consiglio? La tattica ha consigliato alle varie forze della coalizione di non esserci. E così è stato. Con buona pace delle minoranze che, come brogliaccio della politica vuole, si scateneranno nelle ore a seguire in critiche enfatiche di ogni nota e colore.

Alcuni saranno più credibili, altri – visti i personali trascorsi e teatrini nel ruolo di attori protagonisti similari al presente – meno. Tutto come da previsione. La crisi non può esserci ora, così vicino alle elezioni europee. A seconda di come andranno ci sarà dopo. A quel punto sì le forze della coalizione saranno impegnate in una vera e propria resa dei conti. Ma dipenderà dal responso delle urne.

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Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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