
VITERBO – In un centro storico che spesso fa i conti con serrande abbassate e vetrine vuote, l’apertura di un nuovo negozio artigiano è un segnale di speranza. Lo sa bene Agnese Rocchini, sarta e fashion designer viterbese, che ha scelto di investire nel suo sogno proprio nel cuore della sua città, aprendo una bottega in via Cavour.
Agnese, partiamo dall’inizio: come nasce questa passione per la sartoria?
“Può sembrare una risposta scontata, ma tutto è cominciato osservando mia nonna cucire. Mi sono innamorata da piccola di quel mondo, e da lì ho deciso che avrei seguito quella strada, grazie anche al supporto di mia madre.”
Qual è stato il tuo percorso formativo?
“Ho iniziato a studiare a Roma, due anni intensi ma non facili che mi hanno portata a cambiare. Poi ho scoperto l’Istituto Moda di Viterbo, dove ho finalmente sentito di essere nel posto giusto. Ho frequentato il corso di sartoria professionale e mi sono specializzata come fashion designer.”
Hai lavorato anche nel cinema e nel teatro, giusto?
“Sì, è stata un’esperienza fondamentale. Ho lavorato su costumi di scena, ambientazioni, dettagli… un universo creativo immenso. Ma a un certo punto ho sentito che era arrivato il momento di fermarmi, di costruire qualcosa di mio. Così ho deciso di aprire questo negozio.”
Perché proprio in centro storico, in via Cavour? Una scelta un po’ controcorrente…
“Esatto, è una scelta controcorrente e proprio per questo molto sentita. Io sono cresciuta in centro. Lo conosco, lo amo. È un luogo che ha tanto da dare e volevo riportarci un po’ di vita. Riaprire qui per me è un atto d’amore, anche per il futuro.”
Che tipo di sartoria proponi?
“Sono specializzata in abiti da cerimonia, ma amo sperimentare. Non mi tiro indietro davanti a una sfida: mi piace creare anche capi nuovi, complessi, mai realizzati prima. Ogni abito è un pezzo unico, racconta una storia.”

Cosa ti distingue da chi lavora nella moda oggi?
“Non sono un’amante del fast fashion. Credo nella lentezza, nella cura, nell’artigianalità. Oggi si dà troppo valore all’immediatezza, al “tutto e subito”. Io voglio riportare l’idea che un vestito fatto su misura, con attenzione, abbia un significato diverso. Più profondo.”
Come sta rispondendo il pubblico giovane?
“Con grande entusiasmo, ed è bello vedere che molte ragazze di 18, 20 anni hanno voglia di distinguersi. Ho collaborato con diverse di loro: portano idee fresche, punti di vista nuovi. Mi piace pensare che credano ancora in qualcosa che non sia solo moda ‘usa e getta’.”
Che cosa troverà chi entrerà nel tuo negozio?
“Una piccola esposizione di circa venti abiti, tutti legati a progetti importanti o esperienze personali. Non è solo un negozio, è uno spazio creativo. Vorrei che ogni persona potesse entrare, guardare, toccare i tessuti, ascoltare le storie dietro ogni capo. E magari portarsi a casa un pezzetto di sogno.”
Come immagini il futuro di questa tua avventura?
“Vorrei farmi conoscere nel viterbese, portare il mio messaggio e il mio modo di vedere la moda. Ma soprattutto, vorrei che il centro tornasse ad essere un luogo vissuto, pieno di botteghe, di incontri, di artigianato vero. Se anche solo un negozio può accendere una luce, allora vale la pena provarci.”


















