Il cavallo dell'eroe Simon Bolivar, regalo di una contadina di Santa Rosa de Viterbo
Foto Cavallo Simon Bolivar
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WEEKEND / STORIE - Palomo, il cavallo dell'eroe dell'America Latina Simon Bolivar, era stato donato al generale da una contadina di Santa Rosa de Viterbo, città della Colombia. 

WEEKEND / STORIE – Palomo, il cavallo dell’eroe dell’America Latina Simon Bolivar, era stato donato al generale da una contadina di Santa Rosa de Viterbo, città della Colombia. 

Ebbene sì c’è una eco di Viterbo la possiamo ritrovare anche in una delle storie più importanti del Sud America, quella del generale, patriota e rivoluzionario venezuelano. Bolivar fu insignito del titolo onorifico di Libertador (Liberatore) in ragione del suo decisivo contributo all’indipendenza di Bolivia, Colombia, Perù e Venezuela. Fu, inoltre, presidente delle Repubbliche di Colombia, Venezuela, Bolivia e Perù. È considerato, insieme a José de San Martín, uno dei personaggi più rappresentativi della storia dell’America Latina.

Fondatore e presidente di Bolivia e della Grande Colombia, nazione che ha cercato di affermarsi come confederazione politico-militare in America Latina, Bolívar fu considerato per le sue azioni e le sue idee come El hombre de America (“L’uomo d’America”).

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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