Il castello di Capranica nel Medioevo, successo per il convegno
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CAPRANICA - Le aspettative degli organizzatori - il Comune di Capranica, in collaborazione con le associazioni Capranica 2000, Kimairah e Centro Ricerche e Studi - sono state anche ripagate dalla presenza di un numeroso pubblico, che ha animato con numerose domande i due momenti di dibattito e discussione seguiti alle sessioni antimeridiana e pomeridiana.

CAPRANICA – Grande successo a Capranica per il convegno “Castrum Capralice e il Castello di Capranica nel Medioevo”, svoltosi il 7 settembre nella Chiesa di San Francesco. “Bello vedere insieme tanti studiosi che hanno condiviso i risultati delle loro ricerche – commenta il professor Antonio Sarnacchioli, uno degli organizzatori – Un segno, quindi, che il materiale storico sul castello di Capranica esiste. Deve essere solo tirato fuori da dove si trova e raccolto”.

Le aspettative degli organizzatori – il Comune di Capranica, in collaborazione con le associazioni Capranica 2000, Kimairah e Centro Ricerche e Studi – sono state anche ripagate dalla presenza di un numeroso pubblico, che ha animato con numerose domande i due momenti di dibattito e discussione seguiti alle sessioni antimeridiana e pomeridiana. Dopo i saluti istituzionali ai convegnisti da parte dell’assessore alla Cultura del Comune di Capranica, Silvia Valentini, i lavori si sono dipanati in due distinte sessioni. Quella della mattina è stata presieduta e moderata dal professor Alfio Cortonesi dell’Università degli Studi della Tuscia, noto studioso del medioevo, mentre quella pomeridiana è stata guidata dall’architetto Luisa Chiumenti, giornalista e studiosa del territorio laziale, nonché profonda conoscitrice dell’opera di Giuseppe Tomassetti.

Tra i relatori della mattina, Antonio Sarnacchioli ha parlato della storia della dominazione della famiglia Anguillara su Capranica; Fabio Ceccarini della storiografia sul castrum di Capralice e in particolare di quella locale; Paola Mascioli della vita nelle campagne capranichesi nel Trecento; Carlo Maria D’Orazi delle notizie sul castello che emergono dall’esame dei protocolli notarili del Trecento e Quattrocento.

Nel pomeriggio, notevolmente più denso di contributi a sfondo urbanistico-architettonico, Giuseppe Romagnoli ha parlato della topografia e dell’urbanistica di Capranica nel Trecento; Giancarlo Baciarello della vita a Capranica nel basso medioevo; Leonardo Maltese dei castelli di proprietà della famiglia Anguillara nella Tuscia; Pietro Lateano, della genesi e dei caratteri costruttivi della rocca di Ronciglione, appartenuta agli Anguillara dopo la sconfitta definitiva degli odiati Di Vico; Renzo Chiovelli delle tecniche costruttive murarie nel Patrimonio di San Pietro in Tuscia; Simone Chiesa e Luca Cervelloni dello sviluppo del castello di Capranica attraverso l’analisi delle murature, argomento questo che ha costituito la loro dissertazione di laurea in architettura.

Il convegno ha anche registrato la presenza di Margherita Eichberg, Soprintendente per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio per Roma e l’Etruria Meridionale, che ha rivolto un indirizzo di saluto ai convegnisti durante la sessione pomeridiana.

Quello di Capranica, alla vigilia del convegno, sembrava un castello che non c’era. Dopo questa giornata di studi invece, nuovi stimoli di ricerca si aprono agli studiosi grazie ai notevoli spunti che sono emersi dalle relazioni presentate. “Dopo una giornata come questa – ha detto Luisa Chiumenti in chiusura dei lavori – bisogna continuare a lavorare insieme, condividendo le proprie conoscenze in maniera interdisciplinare per ricostruire, ognuno secondo le proprie competenze, le vicende storiche del Castrum Capralice”.

E Maurizio Colognola, infaticabile coordinatore della giornata di studi insieme ad Antonio Barella, presidente dell’Associazione Kimairah, assicurano di fare proprio l’invito della Chiumenti, conducendo in porto, insieme all’assessore Valentini, la stampa degli atti del convegno.

Al termine dei lavori, nella splendida cornice del monumento ai Conti Anguillara, ancora più abbellita da un addobbo fornito dall’azienda Linea Verde Nicolini di Capranica, si è esibita in un concerto la giovane promessa del pianoforte Letizia Liberati, che con una performance elegante e impeccabile, ha deliziato i presenti trasportandoli in un viaggio ideale che partendo dalle atmosfere romantiche di Schumann, li ha portati ad attraversare quelle mistiche e religiose di Listz per approdare negli spericolati virtuosismi di Bartok.

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