Il caso Capodimonte rischi di fare impazzire "la maionese" della nuova giunta Arena
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La situazione è andata in pezzi anche a Vetralla, con Zelli candidato sindaco per Fratelli d'Italia e il leghista Gidari e Sandrino Aquilani insieme su un'altra coalizione. Anche a Montefiascone l'unità del centrodestra è un film mai girato. 

La caduta dell’amministrazione guidata dal sindaco leghista Antonio De Rossi a Capodimonte agita i rapporti tra i partiti di centrodestra in terra di Tuscia. Il tutto all’interno di giorni molto complicati dove devono essere maturate le scelte per la presentazione dei candidati in venti comuni del territorio.

La situazione è andata in pezzi anche a Vetralla, con Zelli candidato sindaco per Fratelli d’Italia e il leghista Gidari e Sandrino Aquilani insieme su un’altra coalizione. Anche a Montefiascone l’unità del centrodestra è un film mai girato. 

Tesissima la situazione in tutti i comuni, dove Lega e Fratelli d’Italia non riescono a fare sintesi. Situazione che rende piuttosto preoccupante il quadro anche nel comune capoluogo, alle prese con una giunta azzerata e da ricomporre. Gli attriti della tornata delle amministrative rischiano di fare impazzire anche la nuova maionese che il sindaco Arena vorrebbe servire. 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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