
VITERBO- Uno scossone a questa Viterbo addormentata ci voleva proprio. Uno scossone colorato, pieno di paillettes e lustrini, di coriandoli e strade piene di gente. E’ il giorno del Carnevale viterbese, un grande progetto che ha messo d’accordo grandi, piccoli e piccolissimi, ma soprattutto ha confermato che in questa città tutto è possibile. Abbiamo incontrato Lucio Matteucci, capo progetto e persona cardine del Comitato Carnevale Viterbese che ha investito in questo evento mani, idee e coraggio.
Seconda edizione del Carnevale viterbese, grande festa per tutta la città. Come è nato questo progetto?
“E’ una grandissima festa soprattutto per le persone che parteciperanno. Abbiamo dovuto spostare la location dell’evento proprio per questo motivo: Piazza dei Caduti, Piazza della Rocca e Piazza del Teatro saranno il nuovo teatro della manifestazione. L’anno scorso c’era talmente tanta gente che Piazza del Comune era diventata inaccessibile. Questo progetto è nato da un’idea di Viterbo Civica che già da diverso tempo pensava a come mettere in piedi un bella manifestazione che riguardasse grandi e piccoli. Alla fine grazie alla collaborazione di Katia Marchettini, da un’idea è diventata una cosa seria.”
C’è anche un’episodio storico dietro la festa del carnevale a Viterbo, ce la racconti?
” Si, grazie a Mauro Galeotti abbiamo fatto una ricerca storica: avevo dei documenti che raccontavano del carnevale, ma non sapendo leggere il latino non avevo mai approfondito. All’Archivio di Stato ho trovato una vecchia pergamena dove si legge che la prima traccia del carnevale risale al 1198, Viterbo all’epoca chiedeva a Valentano, Soriano e Vetralla, dieci scudi proprio per allestire il carnevale. Senza questi dieci scudi, sarebbe stata dichiarata guerra. La storia ci dice che il carnevale più antico è quello di Fano del 1350, siamo riusciti a prenderci il primato. Il carnevale viterbese ha una grande storia, fino a prima della guerra, esistono documenti del 1600 dove si racconta ad esempio che il sale veniva pagato in tre rate, la rata di Natale, quella di carnevale e la rata di Pasqua. Da tutte queste notizie storiche documentate possiamo affermare che Viterbo ha il carnevale più antico d’Italia.”
Chi ha lavorato a questa grande macchina organizzativa?
” L’organizzazione è formata da un comitato di volontari che si sono dati molto da fare: Marco Fumarola, Katia Marchettini, Rosella Guerrini, Daniela Merlini, Franco Chiaravalli e Massimiliano Urbani, il Mammorappo viterbese. Questa è la nostra grande macchina che ha messo in piedi tutto quello che vedrete oggi pomeriggio.”
Quanto aiuto e apertura avete avuto dalle istituzioni?
” C’è la domanda di riserva? Scherzi a parte, ufficialmente hanno aiutato l’organizzazione dell’evento, hanno dato il loro contributo. In questo clima di crisi governativa di certo i problemi non sono mancati. Il Prefetto è stato da subito entusiasta di questo carnevale, è stato il primo che ne ha colto e riconosciuto l’importanza sociale: lavorano a questa cosa persone che da quattro mesi lavorano dietro le quinte, cuciono vestiti, allestiscono carri, si danno tantissimo da fare. E’ un’entusiasmo meraviglioso.”
Raccontaci domani che cosa va in scena
” Due palchi uno a Piazza della Repubblica e uno a Piazza del Sacrario, sette carri allegorici, più di mille maschere, cinque quintali di coriandoli messi a disposizione per tutti, musica, dj e tanti sorrisi”
Obiettivi di questa edizione del carnevale?
“Sono tanti e grandi soprattutto. Stiamo cercando di creare un indotto per il prossimo anno arrivando almeno a tre uscite dei carri nei giorni di festa: questo significa che lavorano pittori, carrozzieri, elettricisti, bar, hotel, ristoranti, negozi di ogni genere. Gira tutta un’economia dietro un evento di questa portata. L’amministrazione comunale nella persona di Alessia Mancini è molto soddisfatta di questo progetto. Molti hotel hanno registrato il tutto esaurito già da diverso tempo. Dobbiamo rianimare questa città e il carnevale ci sembra il modo migliore per farlo.”


















