Il Carnevale di Civita Castellana in 300 foto, ecco il libro di Baldi e Pelinga
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CIVITA CASTELLANA - Venerdì 7 e sabato 8 febbraio gli autori Ugo Baldi e Francesca Pelinga presentano il volume che conta oltre 300 foto.

CIVITA CASTELLANA – Quest’anno il Carnevale a Civita Castellana passa per la porta della cultura. Venerdì 7 e sabato 8 febbraio 2020 sarà presentato il libro “Civita Castellana la città che balla. Storia del Carnevale Civitonico”, scritto dal giornalista Ugo Baldi e dalla ricercatrice Francesca Pelinga, che racconta, attraverso 160 pagine e oltre 300 foto, la più importante manifestazione folcloristica dell’Agro Falisco. Due gli appuntamenti in programma per scoprire il variegato universo di questo volume.

Il primo è venerdì 7 febbraio nella sala conferenze della Curia Vescovile di Civita Castellana, in Piazza Matteotti 1, a partire dalle ore 18. Interverranno giornalisti, antropologi e il gruppo musicale Trick Ballack.

La replica è fissata per il giorno successivo, sabato 8 febbraio, sempre dalle ore 18, nei locali del Centro Commerciale Piazza Marcantoni di Civita Castellana, in collaborazione con i soci della sezione Unicoop Tirreno di Civita Castellana. Parteciperanno la banda folcloristica La Rustica e tanti altri ospiti. Per l’occasione saranno consegnati dei riconoscimenti alle persone che hanno valorizzato la manifestazione.

La realizzazione del libro, edito dalla casa editrice A.I.D.I. (Accademia Internazionale d’Italia) di Sandro Anselmi, è stata possibile grazie al sostegno dell’Amministrazione Comunale di Civita Castellana e dell’azienda Ceramica Cielo.

“Il volume ‘Civita Castellana la città che balla. Storia del Carnevale Civitonico’ – ha detto l’assessore al turismo, Angela Consoli – racchiude un mondo, ma la parte che più colpisce è ‘la città che balla’. Infatti il Carnevale Civitonico, il più coinvolgente dei Carnevali italiani, avvolge e seduce protagonisti e spettatori con la musica e la danza. Tutti ballano, tutti saltano, una vera marea umana che, come una famiglia di storni, si sposta dalla parte moderna della città al centro storico, adottando di volta in volta scenografie elettrizzanti. Ritengo che il Carnevale della ‘città che balla’ abbia una funzione catartica, un importante ruolo sociale, dopo gli sfoghi delle sfilate tutto è purificato e ognuno torna al lavoro, allo studio e agli impegni quotidiani con rinnovata lena. E così di anno in anno il nostro Carnevale si fa spazio e richiama un numero di turisti in continuo aumento”.

I corsi di gala sono in programma a Civita Castellana il 16, 23 e 25 febbraio. Prevista una partecipazione di oltre tremila maschere.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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