
ORTE – Il carciofo ortano entra nel registro regionale per le biodiversità dell’Arsial.
A darne notizia l’assessore comunale all’Agricoltura, Daniele Proietti, che presenta i risultati degli studi condotti dall’Agenzia per lo sviluppo dell’agricoltura e l’Università della Tuscia. Tali risultati, spiega l’assessore, “certificano in maniera definitiva che il carciofo di Orte è a tutti gli effetti una specie a sé”.
“Rispetto al più noto carciofo romanesco – continua Proietti – le differenze sono accertate a livello fenologico, genetico e morfologico”. Dunque si potrebbe sviluppare un’economia di nicchia, che può avere grande valore. “Il carciofo è la terza coltura ortiva più diffusa d’Italia – spiega Proietti – e la domanda supera l’offerta, tanto che spesso importiamo dall’ estero. Se noi riusciamo ad avere un prodotto certificato come superiore, dobbiamo essere bravi a sfruttare il vantaggio”.


















