Il capofacchino ricoverato a Belcolle e operato al cuore. Il Sodalizio dovrà indicare un sostituto
Foto capofacchino Sandro Rossi Viterbo
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VITERBO - Sarà necessaria una riunione del Sodalizio per decidere il sostituto di Sandro Rossi che realisticamente non potrà essere sotto la Macchina a San Sisto. 

VITERBO – Una brutta notizia ha scosso la città di Viterbo questa mattina. Intorno alle 10 il capofacchino Sandro Rossi ha avuto un infarto ed è stato necessario portarlo a Belcolle dove è stato operato al cuore dal primario del reparto Francesco Serra. L’operazione è andata bene, gli sarebbero stati applicati due stent coronarici. 

Al di là dell’affetto dei cittadini per una figura carismatica e simbolo della tradizione del Trasporto, a cui tutti augurano una rapida guarigione, si pone il tema di chi guiderà i Facchini al sera del tre settembre. Sarà necessaria una riunione del Sodalizio per decidere il sostituto di Sandro Rossi che realisticamente non potrà essere sotto la Macchina a San Sisto. 

La redazione de La Fune è vicina al capofacchino Rossi e gli fa i migliori auguri di una rapida guarigione. 

 

 

 

 

 

 

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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