Il campanile della chiesa di Onano ha perso la sua merlatura
Campanile Onano
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ONANO - Il campanile della chiesa di Santa Croce a Onano ha perso la sua merlatura. A segnalare il fatto a La Fune è un lettore che ci scrive: "Vorrei segnalare che il campanile della chiesa di Santa Croce di Onano è stato oggetto di un intervento durante il quale è stata rimossa la merlatura".

ONANO – Il campanile della chiesa di Santa Croce a Onano ha perso la sua merlatura. A segnalare il fatto a La Fune è un lettore che ci scrive: “Vorrei segnalare che il campanile della chiesa di Santa Croce di Onano è stato oggetto di un intervento durante il quale è stata rimossa la merlatura”.

Si tratta di una struttura risalente al 1500/1600 rimasta superstite ai bombardamenti della seconda guerra mondiale che invece distrussero la chiesa. E’ l’edificio dove Pio XII celebrò la sua prima messa e la cui prima pietra benedisse al momento della ricostruzione.

Possibile che il bene non sia vincolato e comunque, qualora non lo fosse, chi ha autorizzato un intervento di questo genere?

“Sulla facciata della Chiesa non risultano esposti cartelli di inizio lavori e in Comune non sono riuscito ad avere informazioni sul cantiere in quanto il tecnico è presente solo alcune ore durante la settimana e risulta in ferie – continua la segnalazione -.

Rimango stupito e amareggiato di come si possa deturpare un bene storico che appartiene alla collettività.

Oltre alle responsabilità di chi ha commissionato l’intervento, di chi l’ha progettato, di chi doveva vigilare. mi duole l’indifferenza con cui il Comune e la Diocesi abbiano omesso di intervenire. Fatto salvo il sindaco per le dolorose vicende familiari che lo hanno colpito in queste settimane, esiste un tecnico comunale, i vigili urbani e gli assessori, un parroco, che non possono non aver monitorato, visto e poi omesso di segnalare quanto stava accadendo.

Mi auguro che le autorità a cui mi sono rivolto possano prontamente provvedere a far ripristinare l’opera nelle forme originali con i materiali adeguati”.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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