Il calendario di San Vittore a sostegno dei terremotati, un'idea del consiglio dei giovani
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Il consiglio comunale dei giovani di Vallerano unisce tradizione e solidarietà con l'album fotografico 'Ritratti di un'emozione. Vallerano, San Vittore e la sua gente'.

Il consiglio comunale dei giovani di Vallerano unisce tradizione e solidarietà con l’album fotografico ‘Ritratti di un’emozione. Vallerano, San Vittore e la sua gente’.

Passione per la fotografia e commozione di fronte alla tradizionale processione di San Vittore Martire. Sono questi i due elementi che Paolo Manganiello ha abilmente unito per dar vita a un album fotografico che racconta foto dopo foto la magia di questo evento, che vede un’intera comunità unita da un unico sentimento.

Il progetto nasce da un’idea del Consiglio Giovani di Vallerano che grazie all’aiuto e al sostegno di Paolo Manganiello, ha prodotto un album fotografico sulla processione e il trasporto di San Vittore, patrono di Vallerano.
Paolo Manganiello con emozione dice: “E’ un onore essere stato chiamato dai componenti del Consiglio Giovani di Vallerano a raccontare per immagini quanto di più prezioso la loro comunità detiene gelosamente da secoli.
 Tentare di descrivere con delle immagini quel fiume di emozioni e passioni che scorre all’interno di una comunità compatta e devota, durante un evento così importante come la processione di San Vittore a Vallerano, non è cosa da poco. Ispirato dalle forze che muovono questa manifestazione e appassionato di fotografia, ho tentato di raccogliere con umiltà e rispetto, in tre edizioni, delle immagini che anche solo di lontano, potessero raccogliere e tratteggiare le emozioni che accompagnano il Santo e la sua gente”.

Il Sindaco, Maurizio Gregori, dice: “Ringrazio il Consiglio dei Giovani per questa dimostrazione di “affetto” per il loro paese. Quando conosciamo e amiamo le nostre tradizioni e la nostra storia, possiamo aprirci al mondo senza paura. Quando sappiamo dove tornare, possiamo andare ovunque senza perderci”.

Mentre i ragazzi del Consiglio Giovani, Ilenia Pizzi, Francesca Spatola, Matteo Caccia, Claudia Chiricozzi, Pietro Gregori,Luca Della Porta, Tiziano Valerio Severini, Alessio Piccioni e Giacomo Nisini, affermano: “Questo comune sentire è ciò che rende noi ragazzi ancora più invogliati a partecipare con la consapevolezza che gli occhi lucidi con i quali guardiamo la statua uscire dal fatidico arco e i brividi che percorrono la nostra pelle durante il bombardamento sono gli stessi dei nostri padri e dei nostri nonni. Abbiamo da loro ricevuto il testimone e siamo consapevoli del grande dono che ci è stato lasciato in eredità. Auguriamo a tutti voi di lasciarvi travolgere dalle sensazioni che il nostro piccolo paese riesce a regalare”.

La presentazione di questa pubblicazione avrà luogo domenica 2 ottobre alle ore 17,30 presso il Teatro Francesco Orioli di Vallerano. Il ricavato sarà devoluto alle zone colpite dal terremoto lo scorso 24 agosto. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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