Il calendario degli Old Rugby Viterbo. Parola d'ordine: sostenere!
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Tramite il ricavato proveniente sia dagli sponsor del calendario sia dalla sua vendita, nei precedenti quatto anni gli Old di Viterbo sono stati capaci di acquistare attrezzature per la Croce Rossa, o giocattoli per i bimbi del reparto oncologico di Belcolle, oppure materiali per la mensa della Caritas.

 

Anche quest’anno, ed è il quinto, la squadra Old Rugby Viterbo ha centrato uno dei suoi obiettivi più importanti: la pubblicazione del suo calendario. Che si tratti di vestirsi da “tata”, o di entrare dentro una bara, oppure di fare una improbabile “mischia” contro un trattore o di afferrare una caciotta al volo come fosse una palla ovale (tutte foto connesse alle attività commerciali dei vari sponsor del progetto), lo spirito è sempre quello: goliardico sì, ma consapevole che dietro quelle strampalate foto fatte a maturi uomini, spesso troppo grossi per le pose che il fotografo vorrebbe tenessero, non c’è solo il divertimento di un attimo, la risata e lo sberleffo all’età che avanza e che li rende sempre meno simili ad atleti e sempre più simili a onesti pensionati.

 

 

C’è un progetto di solidarietà che porti gioia e aiuto a chi si trova nel bisogno. Tramite il ricavato proveniente sia dagli sponsor del calendario sia dalla sua vendita, nei precedenti quatto anni gli Old di Viterbo sono stati capaci di acquistare attrezzature per la Croce Rossa, o giocattoli per i bimbi del reparto oncologico di Belcolle, oppure materiali per la mensa della Caritas.

“Nel nostro sport –  dice uno dei  quasi quaranta membri  del team – una delle fasi più importanti è il sostegno, la fase di gioco dove più compagni vanno ad aiutare chi ha la palla ed è attaccato dall’avversario. Questa mentalità noi vogliamo condividerla oltre il campo da rugby, nel sociale, dando sostegno laddove è più necessario e urgente. Vogliamo sorridere facendo lo sport che amiamo, ma vogliamo che anche altri possano sorridere alla vita. E’ un piccolo contributo il nostro, ma  di cui andiamo fieri”.

È il mettersi in gioco, in tutti i sensi, per portare un sorriso agli altri.

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Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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