Il cadavere trovato nei boschi di Calcata è dello scomparso Andrea Gentili, lo conferma il dna

Gentili, ottantatré anni, è stato trovato morto a circa cinque chilometri di distanza da dove una telecamera lo aveva ripreso il 26 settembre, quando è scomparso dopo un pranzo con la famiglia in un ristorante di Calcata.
CALCATA – È ufficiale, è di Andrea Gentili il corpo senza vita dell’uomo trovato in un dirupo nei boschi di Calcata lo scorso 16 novembre . A confermarlo fugando ogni dubbio sono i risultati del test del DNA. A riportare la notizia è ‘Chi l’ha visto?’
A trovare il cadavere è stato un cacciatore durante una battuta. Gentili, ottantatré anni, è stato trovato morto a circa cinque chilometri di distanza da dove una telecamera lo aveva ripreso il 26 settembre, quando è scomparso dopo un pranzo con la famiglia in un ristorante di Calcata. Le ricerche dopo la denuncia di scomparsa sono andate avanti per settimane, anche con l’aiuto di cani, di droni e di un elicottero.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
di Roberto Pomi
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
di Roberto Pomi


















