Il Buratti apre le porte alla 'Notte nazionale del liceo classico'
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La “Notte Nazionale del Liceo Classico” è un’iniziativa giunta ormai alla sua quarta edizione e a cui aderiscono quest’anno ben 407 scuole di tutta Italia, un numero quasi raddoppiato rispetto ai 235 istituti del 2016 e circa quattro volte maggiore rispetto al 2015, capofila della Tuscia, il liceo classico Mariano Buratti.

Venerdì 12 gennaio 2018, sei ore di apertura straordinaria, dalle 18.00 alle 23.00, di tutti i licei classici italiani, durante le quali i giovani studenti si esibiranno, come di consueto, in svariate performance, caratterizzanti del loro indirizzo di studi.

Si metteranno in atto letture pubbliche, recitazioni, concerti, brevi rappresentazioni teatrali, degustazioni a tema, proiezioni di corti e dibattiti, mostre fotografiche e artistiche, coreografie, allestimenti di varia natura.

La “Notte Nazionale del Liceo Classico” è un’iniziativa giunta ormai alla sua quarta edizione e a cui aderiscono quest’anno ben 407 scuole di tutta Italia, un numero quasi raddoppiato rispetto ai 235 istituti del 2016 e circa quattro volte maggiore rispetto al 2015, capofila della Tuscia, il liceo classico Mariano Buratti.

Nata in risposta alle critiche che da tempo investono l’indirizzo di studi classico, accusato di fornire un sapere non più spendibile in un mondo profondamente tecnologizzato, la Notte Nazionale dei Licei, nelle varie edizioni, ha dimostrato la carica di creatività di docenti e studenti, che insieme, gioiosamente e con orgoglio hanno voluto testimoniare il loro senso di appartenenza alla propria scuola, rivendicando il ruolo di protagonisti, in tempi difficilissimi per la cultura, nel dimostrare di essere al passo con i tempi, padroni delle tecnologie e di un metodo
rigoroso, capaci di guardare con senso critico, ma anche con profonda sensibilità, se stessi e il mondo circostante, proprio grazie alla conoscenza di quel mondo classico apparentemente così lontano, ma che da sempre ispira la produzione artistica, letteraria e scientifica di tutti i tempi.

Dalle 18.00 alle 23.00 di venerdì 12 gennaio il liceo classico Mariano Buratti, così come tante altre scuole in tutta Italia, aprono le loro porte per accogliere non solo ex allievi, ex docenti, personalità del mondo dell’arte e della cultura, ma chiunque provi interesse o curiosità verso un’iniziativa che subito ha riscosso un successo oltre ogni
previsione e che finora si è conclusa con la lettura, in contemporanea per tutti gli istituti aderenti, di suggestivi passi classici, in greco e in italiano: il “notturno” che chiude il Canto VIII dell’Iliade di Omero nel 2016 e il dolce Lamento di Danae di Simonide nel 2017.

Il tema scelto dal liceo Buratti è quello dell’”Incontro”, che sarà variamente declinato dalle classi e dai docenti del nostro Istituto. Tutte le informazioni sono reperibili sul sito ufficiale della scuola all’indirizzo www.liceoburatti.gov.it.

 

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Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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