"Il buon cuore dei viterbesi aiuti la piccola Gioia e la sua famiglia"
michele
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Tanti viterbesi stanno, in queste ore, dando il proprio sostegno a Gioia. Una piccola di tre anni che ha affrontato nello scorso mese di febbraio un importante intervento sperimentale. Le hanno trapiantato un piccolo cuore artificiale, in attesa di un trapianto tradizionale. 

Tanti viterbesi stanno, in queste ore, dando il proprio sostegno a Gioia. Una piccola di tre anni che ha affrontato nello scorso mese di febbraio un importante intervento sperimentale. Le hanno trapiantato un piccolo cuore artificiale, in attesa di un trapianto tradizionale. 

La Repubblica delle Arti, attraverso il musicista Michele Villetti, ha lanciato un appello ai cittadini di Viterbo per raccogliere fondi che renderanno possibile alla famiglia sostenere le ingenti spese per stare vicino alla piccola.

La bambina è ricoverata presso l’Ospedale Bambino Gesù di Roma in attesa di un trapianto di cuore. “Sono personalmente in contatto con il padre Giovanni Marano – spiega Villetti -, il quale si è dovuto trasferire con sua moglie proprio per stare vicino alla figlia nella capitale. Come potete immaginare, le spese di mantenimento sono difficili da affrontare, e Gioia e la sua famiglia hanno bisogno del nostro aiuto. Chiedo a tutti voi di divulgare il più possibile la notizia e di contribuire con una donazione (bastano anche due euro) per sostenere le spese di permanenza dei genitori a Roma. Questa bambina ha bisogno di tutti noi. Sosteniamola. Chiedo oltremodo la divulgazione della notizia riferendomi alla città di Viterbo e al suo buon cuore. Aiutando Gioia aiuterete anche migliaia di bambini, in quanto la piccola è la prima a ricevere cure sperimentali come quella di un cuore artificiale così piccolo”.

La Fune è stata invitata da Michele Villetti a diffondere questo appello. Ecco come fare la donazione:

Codice postepay :5333 1710 5557 7684

Iban: IT24D0760105138286330286335

Codice fiscale :MRNGNN80A24A509D

l’intestazione del vostro contributo deve essere rivolta a Signore Giovanni Marano.

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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