
MILANO – E’ ripreso questo sabato 6 settembre, davanti alla Corte d’Assise di Milano, il processo che riguarda il boss turco Baris Boyun. Arrestato a Viterbo (Bagnaia) venne poi trasferito ad Alessandria e al carcere di massima sicurezza milanese di Opera, quindi non è mai stato agli arresti a Mammagialla. Fatto che fa cadere l’ipotesi di un possibile attentato durante il Trasporto della Macchina di Santa Rosa del tre settembre scorso, finalizzato a creare un panico funzionale alla liberazione del leader della Dalton Gang dal carcare viterbese (come sostenuto da Roberto Saviano nel suo intervento video dove parla di “Viterbo capitale della magia turca”.
Convalidato, sempre questa mattina, l’arresto di BarisKaya e Abdullah Atik, i due cittadini turchi fermati e rinchiusi nel carcere di Viterbo. Davanti al Gip Savina Poli, come già accaduto durante l’interrogatorio con il pubblico ministero Massimiliano Siddi, entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.
Continuano le indagini degli inquirenti sul commando nascosto all’interno del B&B “La Salita”, praticamente davanti al monastero di Santa Rosa. Gli investigatori stanno battendo a tappetto una buona parte di Tuscia. La sera stessa del tre sarebbero stati passati al setaccio anche i nominativi con cui erano stati acquistati i posti a sedere in piazza del Comune. Il tutto per verificare l’eventuale presenza di più “cellule” turche e quindi dell’esistenza o meno di un piano organizzato. Riscontro che però non ha dato nessun elemento significativo.
I cinque fermati all’interno del B&B su corso Cavour di Montefiascone sono risultati invece estranei ai fatti viterbesi. Da indiscrezioni sembrerebbe però attiva la caccia ad altri due uomini, collegati ai due arrestati nel pomeriggio del tre. Tanti gli elementi a cui dare un senso. I due turchi, di 22 e 25 anni, avrebbero riempito il “covo” sulla salita di Santa Rosa non solo di armi: una pistola (in un primo momento si era parlato di due)Browning calibro 9, una mitragliatrice d’assalto Tokarev e dei caricatori; ma anche molte schede sim e moltissimo cibo. L’altra anomalia è la prenotazione dal 2 al 9 settembre, quindi un tempo più lungo della notte del tre. Sulla spesa sembrerebbe avessero acquistato anche prodotti da cucinare, come pacchi di pasta, pur non essendo presente nella stanza prenotata una cucina.
Tornando a Boyun, arrestato nel 2024 a Bagnaia e precedentemente ai domiciliari in un paesino della Calabria, si tratta di un leader della mafia turca dall’altissimo profilo criminale. Gli inquirenti, durante il periodo dei domiciliari, hanno intercettato attraverso una microspia nel braccialetto del boss una marea di informazioni preziose, che hanno svelato una complessa rete di traffici illeciti.
Boyun, dalla sua residenza calabrese, avrebbe coordinato una vasta rete che trafficava in droga e armi (anche da guerra) attiva su canali internazionali. Attività poi continuata anche dalla latitanza di Bagnaia.
Gli inquirenti lavorano per comprendere se l’esistenza del covo sulla salita di Santa Rosa fosse o meno legato a un piano di assalto alla festa o frutto di una singolarissima casualità.


















