
VITERBO – Tra via Primo Maggio e via Belluno c’è un tesoro davvero straordinario, celato agli occhi e all’uso dei viterbesi potrebbe cambiare la qualità della vita dell’intero quartiere Cappuccini e i limitrofi Murialdo e Barco.
Si tratta del bosco del convento dei Frati Cappuccini Minori della chiesa di San Crispino. Un luogo importante per tutti i viterbesi perché sede di uno dei momenti più intensi del giro delle sette chiese fatto dai facchini di Santa Rosa nel pomeriggio del tre settembre.
Un luogo non utilizzabile per i cittadini e che invece farebbe la differenza. I tanti sportivi, appassionati di corsa, che vivono in questa parte di città potrebbero trovare nel parco un polmone verde dove allenarsi in serenità. I bambini potrebbero avere un vero luogo dove vivere ore di incontro e amicizia e gli anziani un posto dove trovarsi e scambiare qualche parola.
La pandemia ha creato nuove esigenze e sviluppato nuove consapevolezze, tra queste l’importanza dei luoghi verdi per la qualità della vita. Lo spazio è ovviamente privato e ogni cosa va decisa con i legittimi proprietari ma riteniamo che anche questa di andare a costruire un dialogo con i frati per aprire alla città il bosco dei Cappuccini possa essere un’idea degna della campagna elettorale alle porte.
Naturalmente chi andrà a Palazzo dei Priori per essere credibile e cercare di costruire una progettualità con i frati, che non dovrebbero avere particolari difficoltà a comprendere l’importanza dell’azione nel rispetto dei dettami del cristianesimo (chi se non loro, che credono nel Cristo, dovrebbero lavorare per migliorare la qualità della vita delle persone e rompere la solitudine?) dovrebbe mettere sul piatto un qualcosa di concreto come il pagamento, con fondi comunali, della manutenzione del parco, l’assicurazione di pulizia e guardiania, l’apertura e la chiusura. e magari anche una qualche affitto di ritorno per il convento.
Buoni frati, cosa su cui non nutriamo alcun dubbio, e buoni amministratori potrebbero fare una grande cosa. Dare un parco vero al quartiere Cappuccini sarebbe sicuramente un’azione rivoluzionaria, degna di un buon amministratore. Invitiamo tutti i candidati a farla propria e a lavorarci per renderla possibile. Frutterebbe anche un buon consenso. Datevi da fare.


















