Il boschetto di San Crispino torni a essere un vero parco per il quartiere Cappuccini
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VITERBO - Una volta era aperto alla città e in molti ricordano di giornate passate all'interno del Boschetto dei Cappuccini. Poi è scomparso dai radar e un intero quartiere ha perso un pezzo di qualità della vita. 

VITERBO – Una volta era aperto alla città e in molti ricordano di giornate passate all’interno del Boschetto dei Cappuccini. Poi è scomparso dai radar e un intero quartiere ha perso un pezzo di qualità della vita. 

Il tema è piuttosto interessante, anche a giudicare dal numero di interventi e messaggi arrivati alla redazione de La Fune nella giornata di ieri. Apprezzamento per la questione sollevata, racconti brevi con ricordi di partitelle a pallone all’interno di quel polmone verde, vecchi articoli pubblicati e che ne immaginavano il futuro e la sua interazione con una parte della città piuttosto popolosa e a secco di verde. A meno che non si abbia la faccia tosta di elencare i giardinetti davanti alla Coop e la rotonda in cima a via Belluno. 

In diversi hanno sollevato anche perplessità, altri l’hanno menata con il più umiliante (per l’intelligenza umana) benaltrismo. Continueremo a battere l’argomento anche nei prossimi giorni ma dobbiamo essere sinceri, pensare che possano costruire un’azione di questo tipo i futuri amministratori di Palazzo dei Priori non ci sembra molto probabile. Probabilmente infatti passeranno le giornate a discutere sul nulla e faranno partorire tanti topolini alla montagna. Forse meglio puntare sui frati, sul vescovo, su chi ha più sensibilità per le cose del cielo e della terra. Magari i frati vorranno tornare ad accogliere i viterbesi di propria iniziativa, questo renderebbe molto veloce il tutto. 

Assurdo che una cosa così semplice e scontata possa risultare così complicata tanto da ritenere che servirebbe un miracolo. E i miracoli sulla terra non accadono così spesso, per questo come direbbe San Filippo Neri “preferisco il Paradiso”. Pace, bene e magari anche parco. 

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Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Le più avanzate soluzioni tecnologiche oggi ci mettono a disposizione pacemaker e persino cuori artificiali, braccia e gambe meccanici che sopperiscono ad un handicap fisico, chip sottocutanei per pagare con il pos e aprire porte e siamo sulla buona strada per restituire la vista ai non vedenti ...
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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