
VITERBO – Una volta era aperto alla città e in molti ricordano di giornate passate all’interno del Boschetto dei Cappuccini. Poi è scomparso dai radar e un intero quartiere ha perso un pezzo di qualità della vita.
Il tema è piuttosto interessante, anche a giudicare dal numero di interventi e messaggi arrivati alla redazione de La Fune nella giornata di ieri. Apprezzamento per la questione sollevata, racconti brevi con ricordi di partitelle a pallone all’interno di quel polmone verde, vecchi articoli pubblicati e che ne immaginavano il futuro e la sua interazione con una parte della città piuttosto popolosa e a secco di verde. A meno che non si abbia la faccia tosta di elencare i giardinetti davanti alla Coop e la rotonda in cima a via Belluno.
In diversi hanno sollevato anche perplessità, altri l’hanno menata con il più umiliante (per l’intelligenza umana) benaltrismo. Continueremo a battere l’argomento anche nei prossimi giorni ma dobbiamo essere sinceri, pensare che possano costruire un’azione di questo tipo i futuri amministratori di Palazzo dei Priori non ci sembra molto probabile. Probabilmente infatti passeranno le giornate a discutere sul nulla e faranno partorire tanti topolini alla montagna. Forse meglio puntare sui frati, sul vescovo, su chi ha più sensibilità per le cose del cielo e della terra. Magari i frati vorranno tornare ad accogliere i viterbesi di propria iniziativa, questo renderebbe molto veloce il tutto.
Assurdo che una cosa così semplice e scontata possa risultare così complicata tanto da ritenere che servirebbe un miracolo. E i miracoli sulla terra non accadono così spesso, per questo come direbbe San Filippo Neri “preferisco il Paradiso”. Pace, bene e magari anche parco.


















