

MACERATA – Ci sono uomini che la politica se la cuciono addosso come un abito sartoriale, di quelli che non passano mai di moda. Francesco Battistoni è uno di questi. Uno che a Viterbo conosciamo bene, cresciuto a pane e militanza all’ombra della cupola di Santa Rosa, ma che da tempo ha imparato a muoversi con la disinvoltura del navigatore d’alto mare nei palazzi romani e non solo.
L’ultima bandierina – e che bandierina – il deputato forzista l’ha piantata nelle Marche. Al congresso regionale di Macerata, celebrato alla presenza nientemeno che del segretario nazionale Antonio Tajani, Battistoni ha incassato l’ennesimo successo politico della sua lunga carriera: l’elezione plebiscitaria alla guida di Forza Italia marchigiana.
Un risultato blindato, netto, che mette fine alla stagione del commissariamento e apre ufficialmente l’era della legittimazione congressuale. Per il politico di Proceno si tratta della conferma di una leadership che nell’est d’Italia ha saputo mettere radici profonde, trasformando una terra storicamente complessa in una roccaforte azzurra di tutto rispetto.
Le dichiarazioni arrivate a margine del congresso fotografano perfettamente il peso specifico dell’operazione. “Arriviamo a questo appuntamento con la consapevolezza di un lavoro svolto con serietà e con la volontà di dare continuità a una stagione che ha restituito forza, credibilità e prospettiva al nostro movimento nelle Marche”, sono state le parole dei vertici locali del partito, che hanno salutato la leadership di Battistoni come una garanzia di stabilità.
D’altronde, il legame tra il parlamentare viterbese e Antonio Tajani è un asse storico, un’alleanza d’acciaio nata agli albori del ’94 e mai scalfita dalle alterne fortune del centrodestra. La presenza del vicepremier a Macerata non è stata una semplice formalità, ma l’ennesima investitura ufficiale per un dirigente che, da responsabile dell’organizzazione nazionale del partito, ha ormai in mano le chiavi della macchina forzista.
Ma la vera notizia che si legge tra le righe di questo trionfo marchigiano guarda già al domani. Con le Marche saldamente nelle sue mani e il ruolo chiave nell’organigramma romano di Forza Italia, il futuro parlamentare di Francesco Battistoni appare non solo solido, ma praticamente blindato. Non servono i maghi della dietrologia per capire che il suo nome sarà tra i primissimi della lista alle prossime elezioni politiche. Resta solo da capire quale sarà la camera di compensazione. Per lui si prospetta una candidatura certa: che sia un ritorno al Senato (dove ha già scranniato nella scorsa legislatura) o una riconferma alla Camera dei Deputati, Battistoni si presenterà ai nastri di partenza con i galloni del capolista indiscusso.
Una candidatura che potrebbe giocarsi proprio sull’asse adriatico che ha saputo coltivare con cura millimetrica, oppure – chissà – in un ritorno di fiamma nella sua terra d’origine, quella Tuscia che lo ha visto muovere i primi passi da assessore provinciale e sindaco di Proceno e che continua a seguirne le traiettorie con l’attenzione che si riserva ai pezzi da novanta. Una cosa è certa: la macchina elettorale di Battistoni è già calda. E viaggia a pieno regime.

















