
Bilancio, l’unica cosa certa è che stasera alle 22 sarà tutto finito e che oggi le minoranze andranno dal prefetto per esporle quanto sta accadendo a Palazzo dei Priori. A poco o a nulla sono serviti questi giorni di discussione sul documento più importante per l’amministrazione, quello che detta la rotta percorribile che si intende dare alla città. Anche se approvarlo a settembre di fatto neutralizza il significato strategico profondo.
Quello andato in onda in queste ore è l’acuirsi di uno strappo ancora più intenso tra maggioranza e opposizioni. Un’accelerazione innescata sabato pomeriggio quando è stato reso noto in consiglio quanto deciso durante la conferenza dei capigruppo: la tagliola sugli emendamenti fissata alle 22 del 31 agosto.
Di fatto un blocco alla possibilità e al diritto delle opposizioni di discutere i propri emendamenti. Decisione considerata dalle minoranze illegittima e quindi oggetto di ricorso al Tar.
La prospettiva delle minoranze
Vista dal punto di vista delle minoranze la situazione è stata efficacemente riassunta nelle carte da morto mostrate in consiglio e nella conferenza stampa di ieri, dopo aver abbandonato definitivamente l’aula, nella sala regia: “Il giorno 30 agosto 2015. Qui giace la città di Viterbo. Ne danno il triste annuncio Democrazia, Partecipazione e Trasparenza”. L’obiettivo a questo punto è solo uno: buttare giù l’amministrazione Michelini, considerata il peggio del peggio.
La frattura sul fronte delle opposizioni e la prospettiva Cinque Stelle
Ma sul fronte delle opposizioni si è aperta una crepa. Il Movimento Cinque Stelle ha infatti deciso di rimanere in aula e discutere i propri emendamenti. Per protesta però verso “la tagliola” della maggioranza Gianluca De Dominicis presenta i propri emendamenti e poi li ritira. Più volte si è verificato che l’emendamento sia stato riesumato da qualche consigliere di maggioranza e approvato o bocciato.
La decisione di De Dominicis è stata accolta con perplessità tra quelli che fino a ieri erano stati compagni di viaggio. Il leader Cinque Stelle avrebbe spiegato che è stata la rete a chiedergli di rimanere in aula. C’è da augurarsi che non sia vera questa cosa perché chiedere a cittadini che non conoscono nulla o quasi dei meccanismi del palazzo e delle strategie politiche che posizione prendere in una situazione così complicata equivale a per un chirurgo di chiedere alla rete se tagliare un punto X o uno Y durante un intervento.
La prospettiva della maggioranza
Dal punto di vista della maggioranza quella delle opposizioni è una sceneggiata. E l’accusa è di non aver mai voluto una vera discussione ma di puntare soltanto a bloccarla con l’ostruzionismo di un numero importante di emendamenti, gran parte dei quali pretestuosi.
Conclusioni
Di fatto questo 2015 è un bilancio che passerà alla storia della città per mancanza di discussione. E’ stato letteralmente montato al contrario, partendo dall’approvazione delle aliquote e quindi dalle entrate per poi passare alle uscite. Un impostazione che non ci convince affatto. Non è stato possibile tagliare un centesimo di quella tassazione e questo ci appare stranissimo. Si diceva anche del bilancio dello scorso anno che fosse intoccabile e alla fine, su pressione delle opposizioni, vennero tagliate spese per 700mila euro.
Le scene viste durante il “consiglio delle 30 ore” di fine luglio e in questi giorni dicono molto. La maggioranza è compatta, capiremo nei prossimi giorni se è compatta per non andare a casa o per governare davvero la città. Dopo due anni di galleggiamenti e la creazione di tanti attriti l’amministrazione Michelini ha poco tempo per dimostrare cosa è.
Se non si vedranno segnali di quanto promesso in campagna elettorale sulla città a breve l’opposizione troverà brodi di coltura in pezzi della società civile e ambienti cittadini che, iniziando a soffiare sul palazzo, lo butterebbero giù come un castello di carte.


















