
In arrivo nuovi scossoni sul fronte Talete, proprio ora che la situazione sembrava iniziare ad assestarsi per la società di gestione idrica del viterbese. Alla base di tutto la decisione presa pochi giorni dai soci della spa, che hanno accordato ai dirigenti l’avvio di una procedura di ricerca di partner privati per la gestione dell’acqua. Una decisione che ha fatto storcere il naso a molti – per non dire a tutti – visto che solo pochi anni fa circa 27milioni di italiani sono andati alle urne per dire no alla privatizzazione dell’acqua.
Il primo ad alzare la voce era stato Bengasi Battisti, sindaco di Corchiano, che il giorno dopo la riunione dei soci Talete aveva denunciato lo scandalo e invitato il presidente della Provincia Mazzola a convocare una riunione Ato proprio sull’argomento acqua come bene comune. Le altre reazioni non si sono fatte attendere e oggi il comitato viterbese “Non ce la beviamo”, ha seguito l’onda di Battisti denunciando l’accaduto.
Il comitato sta infatti decidendo se presentare il bilancio di Talete alla Corte dei Conti, visto che il miracoloso passaggio da 4milioni e 21mila euro di buco pare “non convincere nessuno”. Il fatto che il Comune di Viterbo, insieme agli altri soci, abbia dato il via libera per la ricerca di finanziamenti privati nella gestione idrica, poi, è l’argomento che più fa infuriare il comitato, che da tempo sta attendendo una decisione sul referendum per l’acqua pubblica, per il quale sono già state depositate oltre 3mila firme.
Il nulla di fatto di questa mattina alla prima commissione, che è nuovamente saltata per mancanza del numero legale per l’elezione del presidente, ritarda ancora una volta l’argomento, che va discusso entro e non oltre il prossimo 28 febbraio. Il referendum è a un passo dal saltare grazie alla crisi comunale, che da mesi paralizza tutta l’amministrazione e il comitato “non ce la beviamo” è arrivato ai ferri corti dopo quest’ultima vicenda che riguarda Talete.
Da una parte, infatti, i cittadini chiedono che si rispetti l’esito del referendum nazionale del 2011 e, anzi, ne chiedono uno locale per ribadire quella volontà. Dall’altra, invece, Talete si mette alla ricerca di partner privati, sovvertendo di fatto sia le votazioni di cinque anni fa, sia la richiesta di una consultazione popolare che è ormai in bilico.


















