Il bestiario delle previsioni sulle comunali: tradizionalisti, innovatori, paraculi e spacchettatori
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Si naviga a vista nelle difficili acque della campagna elettorale. Oltre le colonne d'Ercole del 10 giugno conosceremo un pezzo di verità. Difficilmente infatti la vedremo tutta, perché il ballottaggio è da quotare ragionevolmente come scontato. 

Si naviga a vista nelle difficili acque della campagna elettorale. Oltre le colonne d’Ercole del 10 giugno conosceremo un pezzo di verità. Difficilmente infatti la vedremo tutta, perché il ballottaggio è da quotare ragionevolmente come scontato. 

Per ingannare l’attesa e iniziare a tracciare dei quadri abbiamo cercato di fotografare un bestiario delle previsioni, individuando le categorie più significative che si stanno formando nella pancia della città.

I tradizionalisti. “Munnu è stato e munnu è”, come scritto nei Malavoglia. Nell’immaginario degli appartenenti a questa categoria le cose si ripetono solo seguendo uno schema a cui siamo abituati. Quindi o vince il centrodestra o vince il centrosinistra perché questo è lo schema che ci portiamo dietro da tanti anni. O Giovanni Arena o Luisa Ciambella, anche se quest’ultima in pochi la vedono vincente. Forse solo lei e qualcuno dei candidati in lista. I più della categoria incoronano già Giovanni Arena. I più estremisti addirittura al primo turno, senza neanche il ballottaggio. Gli altri in corsa non vengono neanche considerati. Il filosofo di riferimento dovrebbe essere Nietzche: “l’eterno ritorno”.

Innovatori. Figli di Marshall McLuhan hanno un credo: mai guardare il mondo dallo specchietto retrovisore. Sono convinti nel cambiamento delle cose e fiduciosi nella voglia di innovazione di tutti. La previsione di chi appartiene a questa categoria è il ballottaggio con Arena fisso e dall’altra parte una variabile: o Frontini o Rossi. Sull’esito del ballottaggio non hanno dubbi: vince il civico, perché sarebbe l’unico in grado di spanciare e conquistare più elettorato. Il pensatore di riferimento parrebbe essere Karl Popper: “la scienza è una nave che avanza nel mare prendendo legni nuovi e lasciando cadere quelli vecchi e logori …”

Paraculi. Per loro esiste un’unica certezza esistenziale: stare con il potere. Qualunque esso sia. Appartengono alla categoria nani, ballerine e cortigiani vari. Cacciatori di affari, prebende, sovvenzioni, convenzioni, sostegni di ogni tipo. La previsione che fanno in questo momento? Semplice: vince Arena, è il più forte. Cinque anni fa stavano con Michelini. In realtà sono dei tradizionalisti ma senza “anima”, solo pelo (lungo) sullo stomaco. La politica è strumento per rimanere a galla nella loro visione. “Filosofo” di riferimento: Alvaro Vitali. 

Spacchettatori. Qui siamo a livello basic, ci troviamo i pratici. Nessuna previsione per loro, puro cinismo. Sono quelli con cui parlano i candidati di ogni grado e colore e hanno voti per tutti. Spacchettano: uno lo vota zia, uno nonna, uno il cognato e al candidato più sfigato toccherà il voto dell’amico immaginario. Punto di riferimento: “Amazon”.

 

 

 

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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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