Il bestiario della crisi a Palazzo dei Priori
Comune di Viterbo
800 Monastero
La crisi di Palazzo dei Priori anima visioni strambe e fantasiose, ma anche amare e definitive. Le abbiamo ascoltate di ogni tipo in questi giorni, qualcuno ci ha anche svegliato di buon mattino per raccontarci la sua. Abbiamo sintetizzato tutto in un bel bestiario capace di fare il punto.

Giorni complicati per la politica viterbese. L’amministrazione Michelini è in bilico sul filo, a un numero imprecisato di metri d’altezza. Si fanno i conti, le equazioni, gli integrali per capire la possibile evoluzione della maggioranza, ammesso che un’evoluzione della maggioranza sia ancora pensabile.

Dimissioni del sindaco, che avrebbe tempo venti giorni per ricostruire un quadro politico e qualora riuscisse nell’impresa andare avanti, azzeramento della giunta, preghiere a santa Rosa, elezioni anticipate. Questi sono gli scenari che ballano sull’agitato schermo di Palazzo dei Priori. Ne sentiamo di tutti i colori, ne ascoltiamo delle belle e delle bellissime parlando con i diretti interessati. Ognuno con la sua visione, con la propria lettura, con una particolare e specialissima strategia politica. Poi c’è la gente in strada, quella nei bar e l’altra sulla piazza virtuale dei social network che si sta sbizzarrendo. Un vero e proprio bestiario della crisi di Palazzo dei Priori, fatto di castronerie, partigianerie e interpretazioni più o meno sensate. Ve ne offriamo una sintesi per gruppi e sottogruppi.

Gli apocalittici. Sono quelli che credono che l’amministrazione Michelini sia prossima a fare la fine degli autobus Francigena al termine della giornata: destinazione deposito. Teorizzano la fine prematura dell’attuale governo cittadino, pronosticando una vera e propria “vietnamizzazione” nei prossimi mesi, in vista di una possibile campagna elettorale per il voto a tarda primavera.

Gli integrati. Ritengono impossibile la caduta. Non è chiaro se perché la loro analisi fredda li porta a questa conclusione o più che altro sono mossi da speranze figlie nella fede incondizionata nel mantenimento dello status quo, fino all’ultimo.

I seguaci di Roma. C’è un gruppo d’opinione che non nutre speranze e fiducia alcuna presso i politici locali ed è convinto che a Viterbo si farà quello che dice Roma, alias la quaterna composta da: Fabio Melilli, Riccardo Tramontana, Lorenzo Guerini e Matteo Orfini. Nelle loro case hanno messo le statuette in legno di questi moderni “dei mani” protettori della patria. Qualcuno li ha inseriti nel presepe a protezione di Gesù Bambino, convinti che oltre al Natale sapranno proteggere anche il Pd di Viterbo e l’amministrazione Michelini.

I rambo. Li riconosci dal coltello tra i denti. Ce ne sono tra i “fioroniani” e tra i “serra-panunziani”. Per loro la politica è essenzialmente fede incondizionata nel capobastone di turno, ma prima ancora nella distruzione del “capobastone” altrui. Da questa idea nascono dichiarazioni stampa e comunicati al vetriolo, volti a sfregiare l’avversario. Sono convinti che quello che conta non è tanto garantire una continuazione all’amministrazione Michelini ma far ricadere la colpa della fine sui rivali. Questo perché credono che li penalizzerebbe alla prossime votazioni, favorendo loro. Ognuno è libero di raccontarsi “le fregnacce” che crede.

I silenti. Tutti quelli che rispondono all’indicazione del segretario regionale del Pd Fabio Melilli di aspettare e di mantenere calme le acque. Sono gli stessi che quando li contatti non dichiarano nulla ma appena li rassicuri in una conversazione a microfoni spenti scoperchiano il vaso di Pandora.

I qualunquisti. “Fanno tutti schifo” è la massima che più gli piace. Una frase buona per ogni evenienza e che si sposa nella conversazione con chiunque, facendo felici tutti: tanto i “serra-panunziani” quanto i “fioroniani” ma anche i “grillini”, “civici” e quelli del “centrodestra”. Una nuova forma di democristianità in negativo. Tanto a seconda dell’interlocutore che hai davanti alla frase “fanno tutti schifo” non collega che ce l’hai anche con lui e inizia a schiumare parole di fuoco contro il rivale. E’ l’evoluzione dei cani di Pavlov.

Gli “antifioroniani”. La categoria si sta formando in città da tempo e unisce e accomuna diversi sottogruppi. Per loro la colpa di ogni cosa è di Beppe Fioroni, che chiamano in codice e in maniera ilare “il ministro”. Il loro motto è: “Piove? Colpa di Fioroni”.

I “fioroniani” fino alla morte (di croce o di qualsiasi altro tipo). Sono l’esatto opposto dei precedenti. Ritengono che l’unico ad avere visione politica e prospettiva sia proprio l’ex ministro e che tutti gli altri siano una massa di buoni a nulla rancorosi.

I cinesi. Rimangono in silenzio e non prendono posizione. Aspettano il cadavere della vecchia politica viterbese sulla sponda del fiume.

I renziani finti. Quelli che, e ce ne sono da una parte e dall’altra, declinano a proprio uso e consumo le strategie politiche del premier. Si etichettano renziani per giustificare le proprie operazioni.

I renziani veri. File not found.

Gli stanchi. Colgono l’occasione di questa situazione difficile per rimarcare che l’unica cosa saggia da fare per un viterbese sia un biglietto solo andata per altre mete. Gettonatissimo il Nicaragua.

I fiduciosi. Abitano i bar del capoluogo ma poi salgono anche in ufficio, magari comunale. Incrociano le dita e coltivano la speranza che sia arrivata la volta buona per chiudere la partita con tanti personaggi e mezze figure prestate alla politica.

Stati Generali 02 800x120
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

ance
CAMCOMRIVT-banner-web-300x150
400 Confartigianato
CNA 300x300
POST FB 02
Jeep_Compass_apex_300x300_200
Fune 300x300
Onda
lafune_300 x 600
monastero interno
domenicale post
Masicar300x300-optimize
TdP_Inalazioni
Foto Fisioterapy Center
aiac_banner_01
asvis 2