
Venerdì nero da mandare al manicomio in tanti. Parola d’ordine “acquistare”. A prezzi scontati, of course. Dopo Halloween la seconda americanata che sfonda nel Vecchio Continente, e spopola in ogni angolo d’Italia, è il “black friday”. Sconti folli a una manciata di giorni da Natale, tanto per dare un segnale incoraggiante sull’esistenza di Babbo Natale.
Non tutti però stanno vivendo queste ore nello stesso modo. Abbiamo cercato di stilare un bestiario.
“I fan 2.0”. Da giorni li vedi con il dito che lancia lo schermo del loro smartphone. I loro pollici non erano così usurati dai tempi in cui, ancora poppanti, se li consumavano a suon di ciucciate. Hanno speso, soprattutto online. Anche perché non hanno sviluppato piena consapevolezza che possa esistere un mondo oltre quei quaranta centimetri che separa i loro occhi dallo schermo del telefono.
“I passeggianti”. Venerdì nero significa struscio in tutti i negozi. Così da poter provare, posare, provare, posare, provare, posare, comprare. Il venerdì nero è per gli appartenenti alla categoria un’occasione di svago, da vivere al meglio. Anche senza comprare, perché il migliore sconto lo ottieni se non compri.
“I radical chic”. La categoria è di quelle solide e sempre presenti nel commentare ogni fenomeno che si muove sul globo terracqueo. Sempre da posizioni snobbiste e critiche. Gli appartenenti alla categoria sono affetti da una sindrome dell’ego smisurato e dalla convinzione di essere un segmento più evoluto del genere umano. Ergo odiano fenomeni tipo Blck friday, pur apprezzandone l’utilità al momento dell’acquisto dell’ammorbidente da barba.
“Le fighe di legno”. Borsa a penzolo sull’avambraccio, meglio se pelosetta. Tacco dodici e trucco ben marcato. Al black friday si comprano borse, di marca. “La numero 388 per me e la 387, bisogna stare sempre un gradino sopra agli altri, per la mia amica”. Dichiarano, con tanto di bocca a culo di gallina, all’uscita di un noto negozio del Corso. Che il dio denaro vi benedica.
“Gli astuti”. Hanno fatto tutti i regali di Natale risparmiando un pacco di soldi.
“Gli stolti”. Hanno fatto un sacco di acquisti che più che altro sono un pacco.
“Gli ossessivo-compulsivi”. Hanno visto, letto, passato in rassegna decine e decine di schede di descrizione prodotto. Arrivando alla fine del venerdì nero senza essere riusciti a comprare nulla, tanta la smania della scelta.
“I filosofi marxisti”. Si sono concessi l’acquisto solo dell’ultimo libro di Diego Fusaro per evitare di andare contro i dettami del gramscismo.
“I regular”. Hanno osservato la moltitudine muoversi da vetrina a vetrina e hanno portato a compimento due-tre acquisti: la mamma, la fidanzata e l’altra fidanzata. Perché ogni regular ha il suo scheletro nell’armadio.
“I padri di famiglia”. Hanno ascoltato e osservato e pagato acquisti dei figli ma per loro niente, pena lo schiaffo del soldato della moglie.


















