Il balletto dei movimenti civici. Quelli accesi, quelli fermi e quelli che arriveranno
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Movimenti civici viterbesi, cosa sono e come stanno messi? Apriamo un dibattito su questo segmento importante della società locale.

Come stanno i “civici” viterbesi? Soprattutto: chi sono? Ad avere il vento in poppa, almeno in questo momento, sembra essere Viterbo Civica. Ma in città ci sono altri movimenti. Due di questi, alle ultime elezioni, sono anche entrati nel Palazzo del Comune, là dove si decide. O perlomeno si dovrebbe decidere. Ci riferiamo a Viva Viterbo e Viterbo2020. Un terzo è Fondazione, che ha candidato sindaco un politico di vecchio corso come Gianmaria Santucci, conquistando un consigliere.

Il primo, nel maggio 2013, ha portato a casa 3.245 voti, che con un astensionismo quasi del 50% hanno significato un peso di circa il 10%. Il secondo ha conquistato 1.141 consensi, pari al 3,4%. Il terzo ha ottenuto 1.912 voti (oltre il 5% dei consensi espressi).

Ma proprio andando a spulciare il “tabellino” di quel voto di maggio si trova che sul territorio erano candidate altre liste civiche: Insieme per il territorio di Michele Bonatesta (386 voti), Viterbo che lavora (94 preferenze), Solidarietà Cittadina (339 voti) e Rotta Comune (395), collegata a Viterbo2020 e a sostegno del candidato sindaco Chiara Frontini.

Una città quindi di grandi movimenti, civici. Movimenti che di fatto intendono anche portare i propri punti di vista nelle stanze delle decisioni. Al centro le canoniche tre barra quattro parole chiave: territorio, tradizioni, comunità, democrazia diretta. Un numero imprecisato di tesserati e simpatizzanti vari ed eventi ed eventini a fare da contorno. Tutto spruzzato con comunicati stampa, attività sui social e selfie vari.

Alcuni giorni fa abbiamo posto delle domande sullo stato di salute dei partiti viterbesi. Tra sedi di plastica, spesso chiuse o addirittura inesistenti, comunicazione alla Gutenberg e capacità d’iniziativa sul territorio spesso simile all’attività celebrale di un essere unicellulare non siamo riusciti a capirci molto. Avevamo quindi chiesto, nell’articolo, ai vari segretari e coordinatori di dirci come stavano le cose, ma a quanto pare sono troppo impegnati per rispondere. Oppure sono impegnati a tal punto da non riuscire a leggere.

LEGGI LE DOMANDE AI SEGRETARI O COORDINATORI DEI PARTITI POLITICI

E i movimenti civici, come stanno?

Ecco le analisi che abbiamo fatto. Invitiamo naturalmente i presidenti di questi movimenti a dirci la loro. Il dibattito, da civici possono insegnarcelo, è sempre cosa positiva e costruttiva.

Viterbo Civica: il movimento sembra florido, in piena ascesa. Nato dalla scissione di un pezzo di Viva Viterbo sta macinando eventi sulla città. Parola d’ordine? Pulizia. Hanno in pratica agito di olio di gomito su tutto: fontanili, fontane, piazze piene di rifiuti, mura di scuole. Lucio Matteucci e i suoi sembra affetti dalla “sindrome della casalinga”. Stanno bene anche sui social, che rappresentano una piazza significativa per la formazione dell’opinione pubblica (volenti o nolenti).La sensazione è che, se decidessero di entrare nell’arena politica a fine mandato Michelini e se continuassero a mantenere questi ritmi, finirebbero per papparsi buona parte dell’elettorato “civico”. Andando a intaccare anche le sacche di un partito ibrido (metà partito strutturato/metà movimento) come i Cinque Stelle.

Viva Viterbo: Dopo l’ingresso nel Palazzo sembrano essersi un po’ annebbiati. Praticamente sembrano scomparsi dalle strade. Anche la presenza sui social si è sgonfiata, pochi interventi, scarsi “likes” e basse condivisioni. Prossime allo zero. Sul piano degli eventi in città l’ultimo, almeno da quello che siamo riusciti a ricostruire, risale allo scorso 22 febbraio. Il titolo: ‘Sviluppo, centro storico e cultura. O adesso o mai più’. Il movimento dà l’impressione di poter essere fotografato così: “non cresce e non crepa”. Standby istituzionale.

Viterbo2020: Qui la situazione è una specie di punto medio tra la situazione di Viterbo Civica e Viva Viterbo. La presenza sul territorio, almeno con gli eventi e il farsi vedere sulle strade e piazze, è maggiore di Viva Viterbo. Si tratta spesso di una presenza più tecnica e intellettuale di quella di Viterbo Civica. La sensazione è che si agisca più sul piano delle parole, cercando di trasformarle in azioni concrete grazie alla presenza dentro Palazzo de Priori. Presenza che però è tra i banchi della minoranza e questo limita la capacità d’incidere e produrre azioni. Buona presenza sui social e sui media in generale.

Fondazione: E’ stato un primo caso di movimento civico originato da un fuoriuscito dal sistema del centrodestra storico viterbese. Santucci, dopo Forza Italia e Udc, è stato un pioniere di questa area politica a sperimentarsi con il civismo. Diverse iniziative sul territorio, ma ultimamente il movimento appare un po’ fermo. Valgono in linea di massima gli stessi ragionamenti di Viterbo2020, anche se con meno dinamismo. Presenti sulla stampa, faticano più a stimolare il dibattito sulle piattaforme web del social.

Ma proprio nell’aria dei movimenti civici c’è grande movimento e stanno fiorendo altre intenzioni di cimentarsi con questo banco di prova. Ve lo abbiamo anticipato: puntate gli occhi negli ambienti del centrodestra viterbese storico. Qualcuno stanco dei classici partiti sembra intenzionato a fare la sua lunga marcia.

 

 

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