Il Bagnaccio sulle pagine di Venerdì di Repubblica
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Il Bagnaccio sulle pagine di Venerdì di Repubblica. Maria Vittoria Butera dedica un articolo sulle pagine del periodico all’angolo di pace e relax della Tuscia, definendola come un’area in cui il turismo nazionale e internazionale sta crescendo sempre di più.

Il Bagnaccio sulle pagine di Venerdì di RepubblicaMaria Vittoria Butera dedica un articolo sulle pagine del periodico all’angolo di pace e relax della Tuscia, definendola come un’area in cui il turismo nazionale e internazionale sta crescendo sempre di più.

Un piccolo paradiso immerso nella nostra provincia che non passa inosservato. Maria Vittoria Butera dedica un articolo sulle pagine del periodicoall’ angolo di pace e relax della Tuscia, definendola come un’area in cui il turismo nazionale e internazionale sta crescendo sempre di più.

“La squisita pace dei sensi delle terme – si legge nell’articolo – incontra tutta la bellezza della natura del parco termale del Bagnaccio, un’oasi naturale che sorge a nord di Viterbo, lungo l’antica via Francigena. L’area, un tempo nota come Aquae Passeris, è stata interamente riqualificata nel 2013 dall’associazione di promozione sociale “Il Bagnaccio”, che l’ha resa fruibile ad un numero crescente di turisti provenienti da ogni parte d’Italia e d’Europa”.

“Quello del Bagnaccio – si legge ancora – non è un semplice parco termale, qui la natura gioca un ruolo da protagonista grazie ad una forte presenza di flora autoctona viterbese che circonda l’area della sorgente, permettendo ai visitatori del parco di scoprire attraverso percorsi appositi bellezze come l’orto botanico, che ospita anche rare specie di animali e piante”.

 

 

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Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
Sì, l’Uomo è incontentabile; è il suo difetto, ma anche il suo pregio, la molla che lo spinge a migliorare, a crescere, ad esplorare nuove vie, insomma a costruire la propria vita… E c’è chi bonariamente prova ad esaudire i suoi desideri. Ma che succede se la corda viene tirata troppo e il meccanismo si inceppa? E poi, possibile che nessuno si accontenti veramente? Anche ad un Creatore alla fine salta la pazienza…
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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